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Cairo, Briano sbotta: “Basta profughi, si rischiano tensioni con i residenti”

Il sindaco ha chiesto ufficialmente un incontro col Prefetto per esprimere tutta la propria contrarietà: la struttura di accoglienza infatti è in pieno centro

Cairo Montenotte. Due lettere in due giorni, per esprimere tutta la propria contrarietà all’aumento dei profughi dislocati nel territorio cairese. Questa la mossa del sindaco di Cairo, Fulvio Briano, che dopo essersi ripetutamente opposto all’arrivo di ulteriori migranti ha oggi deciso di chiedere un incontro al Prefetto per affrontare la questione.

Tutto nasce dalla comunicazione, ricevuta dalla Prefettura il 15 aprile, dell’arrivo di una nuova ondata di profughi in provincia:

“In questi ultimi giorni si è stati costretti a constatare il drammatico incremento dell’afflusso di migranti richiedenti asilo sul territorio nazionale, e il conseguente collasso delle strutture siciliane destinate all’accoglienza. Il Ministero dell’interno ha pertanto annunciato l’invio di 200 migranti in Liguria per le prossime ore, almeno 40 dei quali saranno destinati alla provincia di Savona”.

La Prefettura avvertiva quindi il sindaco Briano della “assoluta necessità dell’utilizzo, che si auspica solo temporaneo, della struttura denominata Villa Raggio“. Alla fine i profughi arrivati sono stati 25: 10 sono stati destinati a Savona (8 in seminario e nella struttura di via Boselli della Onlus L’Ancora), 5 a Varazze (nell’ex caserma della Guardia di Finanza) e 10 a Cairo, nella struttura gestita dalla Cooperativa Il Faggio.

Una decisione contro la quale Briano si è scagliato una prima volta: in una lettera inviata ieri al Prefetto ribadiva

“la mia totale contrarietà al nuovo ingresso di cittadini stranieri in Cairo, così come manifestata fin dal gennaio 2015 […] Come poi ulteriormente ribadito, rappresento che l’individuazione della nuova struttura (Villa Raggio) risulta fortemente inidonea all’accoglimento dei cittadini stranieri perché collocata in pieno centro cittadino, area sede di diversi presidi di servizi pubblici, scolastici e sanitari a cui confluisce l’intera popolazione cairese […]

Con le destinazioni oggi stabilite, il numero dei cittadini accolti in Cairo risulta ormai sproporzionato ed incompatibile rispetto alle scarsissime risorse strutturali e strumentali di questo territorio, tanto da preannunciare un inasprimento delle situazioni di tensione già ingenerate e diffuse nella Comunità locale […] Richiedo nuove e diverse determinazioni“.

Ma lo scenario non è cambiato, anzi è peggiorato ulteriormente: “Nella mattinata odierna sono venuto a conoscenza che la Coop Il Faggio ha intenzione di spostare un ulteriore numero indefinito di profughi (almeno 25) in un’unica struttura del centro cittadino” rivela Briano, che ha quindi deciso di richiedere una volta per tutte un incontro col Prefetto.

“Nelle settimane scorse il Comune di Cairo ha già cercato di gestire la già precaria situazione relativa all’inserimento, in alcuni appartamenti del centro cittadino, di alcune decine di profughi gestiti dalla Coop ‘Il Percorso’ – spiega – Questa Amministrazione è da sempre attenta alle problematiche di natura umanitaria che vedono impegnata in prima linea la nostra Nazione, ma non ha mai partecipato in questa fase ad alcuna condivisione nell’arrivo di questi soggetti nel mio Comune“.

“Peraltro, la permanenza a lunga scadenza (almeno fino al 2016) dei profughi sul nostro territorio impone attenzione e monitoraggio che, a fronte dell’aumento del numero, diventa a mio modo di vedere di difficile gestione soprattutto rispetto alla popolazione residente nel nostro centro cittadino – insiste il sindaco – Per queste e altre ragioni chiedo alla S.V. un incontro presso i Vostri Uffici per esprimere meglio la mia contrarietà all’aumento di tali collocazioni sul mio territorio dovendo peraltro a questo punto evidenziare come tali soggetti sarebbero di certo meglio gestibili con una maggiore razionalizzazione delle collocazioni sul territorio provinciale”.

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