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Pasqua, per carni di agnello e capretto scatta l’obbligo dell’etichetta d’origine

grigliata

Provincia. Il pranzo di Pasqua e il pic-nic fuoriporta di Pasquetta quest’anno avranno sulle nostre tavole una maggiore garanzia di qualità. Dal primo aprile è entrato in vigore anche in Italia il nuovo regolamento di esecuzione 1337/2013 della Commissione Europea che fissa le modalità di applicazione del regolamento Ue relativo all’indicazione del Paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili. Viene così completato il percorso iniziato circa 15 anni fa con l’obbligo di etichettatura di origine per la carne bovina fresca (emergenza “Bse”) che impose l’obbligo di indicare anche il luogo di nascita, oltre a quello di allevamento e macellazione. Per le carni ovine, agnello e capretto molto apprezzate sulle tavole soprattutto in questo periodo di festività pasquali, sarà quindi obbligatorio indicare dove gli animali sono stati allevati, prima di essere arrivate nel negozio sotto casa o nel banco del supermercato per essere vendute fresche, refrigerato e congelate.

“Un buon risultato ottenuto in nome della trasparenza che significa maggiori garanzie per il consumatore e per i nostri produttori che puntano moltissimo sulla qualità del made in Italy» commenta Luca Medini, direttore di Labcam srl, Laboratorio chimico merceologico della Camera di Commercio di Savona nella propria sede di Albenga. «Se vogliamo essere certi di portare alla scampagnata di Pasquetta autentiche braciole di maiale o cosciotti di agnello al 100% italiani – consiglia Medini – occorrerà scegliere la carne con la scritta “origine Italia” che significa che tutte le fasi, dalla nascita all’allevamento fino alla macellazione si sono svolte sul territorio nazionale”.

L’obbligo di etichettatura di origine per la carne bovina fresca è stato introdotto sotto la spinta dell’emergenza “mucca pazza” con il regolamento Ce 1760/2000.

Negli ultimi mesi, sono state introdotte sull’etichettatura importanti novità che riguardano la sicurezza alimentare, la tracciabilità dei prodotti, il contrasto alla contraffazione e alle frodi alimentari e l’indicazione di eventuali allergeni tra gli ingredienti. Il laboratorio chimico merceologico della Camera di Commercio di Savona ha attivato, dal primo febbraio, lo sportello dell’etichettatura proprio per andare incontro alle esigenze degli operatori del settore di adeguamento e di formazione sui nuovi regolamenti.

“Il percorso, molto difficile, in nome della trasparenza – commenta Medini – tuttavia non può dirsi ancora completato. Infatti dalla nuova norma restano escluse la carne di coniglio, particolarmente diffusa a livello nazionale, e quella di cavallo, ma anche le carni di maiale trasformate in salumi. L’Italia che nell’alimentare ha conquistato primati qualitativi e sanitari deve essere capofila nell’Unione Europea nel sostenere le politiche di tutela della sicurezza alimentare che sono al centro dei lavori dell’Expo che sta per iniziare a Milano e che potrebbe trasformarsi in un’ottima occasione per dare l’ultima spallata a certe resistenze che, in ambito europeo, purtroppo ancora sopravvivono nella definitiva “operazione trasparenza” su tutti i prodotti dell’agroalimentare”.

Per accompagnare le fave, quindi, ancora sul salame resta qualche dubbio sull’origine.

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