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Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia: A.A.A. Enfant prodige cercasi

Savona. Il mondo del baby-football non finisce mai di stupire ma la notizia uscita a fine settembre 2014 ha avuto davvero dell’incredibile se si pensa che un bimbo di soli 18 mesi, Baerke van der Meij, è stato tesserato dal VVV Venlo, una società di Eerste Divisie, la serie B olandese.

I genitori dell’enfant prodige hanno firmato un contratto di 10 anni, un ingaggio nato da un video che lo ritraeva capace di centrare ripetutamente una scatola calciando col proprio piedino destro. Il piccolo Baerke (nella foto) è entrato così nel Guinness dei primati come calciatore più giovane mai tesserato da una società.

Oltre a questo “baby fenomeno”, ce ne sono stati anche diversi altri scoperti verso gli 8-9 anni ma che poi non hanno rispettato le grandi aspettative dei club di appartenenza: è il caso di Vincenzo Sarno, che attualmente ha compiuto 26 anni, acquistato dal Torino alla sola età di 11 anni e pagato in allora ben 120 milioni delle vecchie lire. La carriera del ragazzo napoletano si sviluppò sui campi di Serie C e Lega Pro, dopo essere stato scaricato da Torino prima e Roma poi. Oggi Sarno è la punta del Foggia.

Storia più recente è quella del piccolo Claudio Gabriel Nancufil, bimbo argentino di 8 anni, già conteso dai migliori club d’Europa. Dai vari video che lo inquadrano mentre palleggia e dribla gli avversari con una facilità disarmante si evince come il ragazzo prometta bene, tanto da essere già accostato al nuovo Lionel Messi. Attualmente Nancufil milita nelle giovanili del Bariloche, società calcistica della Patagonia.

L’ultimo fatto in ordine cronologico riguarda la storia di Pietro Tomaselli, bambino di 10 anni acquistato qualche giorno fa dalla Roma di Pallotta che lo ha strappato ai belgi dell’Anderlecht. I giallorossi sono famosi ulimamente per l’acquisto di giovani, ma questa volta sono andati ben oltre. Speriamo che il ragazzo non faccia la fine di Sarno…

Una storia ancor più curiosa arriva dall’estero, esattamente tra l’Inghilterra e l’Olanda. Un bambino, Luke Pike, incantava tutti dalle sue parti, in UK, al punto da convincere l’Ajax a investire su di lui e a portarlo in Olanda alla tenera età di 7 anni. Coinvolto persino in spot pubblicitari e trasmissioni televisive a lui dedicate, Luke Pike, definito dai più euforici persino “il nuovo George Best”, non ha retto la pressione al punto tale da rimanere vittima di un esaurimento nervoso e decidere di smettere col calcio professionistico, ancor prima di cominciare.

Nonostante che da tempo immemore, per certi versi possiamo da sempre, il calcio sia stato senz’altro un modo per migliaia di ragazzi di esprimere le proprie abilità e il proprio talento, noi riteniamo che solo abbinando la propria attitudine con un duro e costante allenamento nell’arco degli anni si possa arrivare in alto. Nessuno può diventare un grande giocatore senza sforzarsi e senza allenarsi, è necessario pertanto fare enormi sacrifici e rinunciare a molte cose se si vuole inseguire il proprio sogno.

L’allenamento migliora tantissimi aspetti di un giovane che ha voglia di diventare qualcuno nel mondo del pallone, e servono tanti anni per maturare e diventare più forti. Questo è il messaggio che ci piace lasciare alle giovani generazioni di fenomeni.

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