Violenza mancata

“Ho sete”, entra in casa e tenta un approccio sessuale: profugo in manette a Savona

La 42enne savonese è riuscita a divincolarsi e a chiamare i Carabinieri

carabinieri, manette

Savona. Un bicchiere d’acqua. E’ stata questa la scusa grazie alla quale un ragazzo di 23 anni, profugo nigeriano domiciliato in un centro di accoglienza di Savona, è riuscito a farsi aprire la porta di casa da una quarantaduenne con la quale poco dopo ha tentato un “approccio” sessuale. Grazie alla tenacia della donna il rapporto non si è consumato e la serata del ragazzo è finita con un arresto per tentata violenza sessuale.

L’episodio è accaduto intorno alle 20,30 di ieri sera. Quando il ventenne nigeriano si è presentato alla porta della quarantenne lei, che lo conosceva di vista perché abita nella zona del centro di accoglienza per i profughi, si è fidata e lo ha fatto entrare. Una volta nell’appartamento però il ragazzo non ha più pensato al bicchiere d’acqua, ma si è avvicinato alla donna e l’ha spinta contro un muro con la chiara intenzione di consumare un rapporto.

A quel punto la quarantaduenne ha reagito: ha spinto via il giovane, è riuscita a divincolarsi dalla sua presa e si è barricata in una stanza dalla quale ha chiamato immediatamente il 112. All’arrivo della pattuglia nell’appartamento della donna, il ventenne si era già allontanato, ma i militari lo hanno rintracciato poco dopo e arrestato.

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