Vado Ligure butta giù il vecchio ponte ferroviario e allarga l’alveo del Segno - IVG.it

Vado Ligure butta giù il vecchio ponte ferroviario e allarga l’alveo del Segno

Vado Ligure. Veniva utilizzato dai pedoni, ma con gravi rischi per la sicurezza. Sei anni dopo il ponte pericolante già di proprietà delle Ferrovie tra via Caduti per la Libertà e via Alla Costa a Vado Ligure sarà demolito. Costo dell’operazione che prevede anche l’allargamento dell’alveo? Un milione 200 mila euro che derivano da uno stanziamento già a disposizione.

L’obiettivo infatti è ampliare il letto del torrente Segno in modo da attenuare la strozzatura nella zona di via Palestro. Inevitabile per questa operazione la demolizione del ponte che talvolta veniva utilizzato dai pedoni e che era stato chiuso al passaggio pubblico nel 2009. Qui un pensionato ottantenne che lo stava attraversando era caduto nel letto del torrente a causa di un cedimento della struttura. “I lavori da fare sono decisamente molti – sottolinea il sindaco Monica Giuliano – ora però possiamo cominciare con gli interventi più urgenti”.

Dopo l’infortunio capitato all’anziano gli operai comunali avevano sistemato le transenne per evitare che qualcuno, passando sulla vecchia struttura, potesse rimanere vittima di altri incidenti. Originariamente su di esso passava la linea Genova-Ventimiglia, ma dopo lo spostamento a monte era stato declassato al solo traffico diretto al porto di Vado. E da quando negli anni scorsi è stato realizzato il nuovo collegamento di via Sabazia, il ponte è caduto in disuso.

Ma, pur essendo dismesso, le Ferrovie non l’hanno mai di fatto chiuso e parecchi vadesi hanno continuato ad attraversarlo a piedi. Era utilizzato per raggiungere il supermercato Coop, in alternativa al ponte (sicuro e regolarmente aperto) a fianco, ma in particolare era sfruttato dai proprietari di cani che raggiungevano l’oasi canina di via Alla Costa e dalle gattare che si occupano delle colonie feline della zona. “Ma molti ragazzini ci passavano sopra anche in moto – ricordano in Comune – Giusto quindi demolirlo”.

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