Tirreno Power, terminato incontro a Palazzo Chigi: deciso tavolo tecnico dal 25 febbraio - IVG.it
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Tirreno Power, terminato incontro a Palazzo Chigi: deciso tavolo tecnico dal 25 febbraio video

Vado Ligure. E’ terminato intorno alle 18.20 l’incontro a Roma, presso la presidenza del Consiglio a Palazzo Chigi, sul destino di Tirreno Power e della centrale vadese a carbone. Al termine del vertice si è deciso di organizzare un “tavolo tecnico” tra l’azienda e i tre ministeri di Ambiente, Salute e Sviluppo Economico, per capire da un lato quali sono le intenzioni del gruppo e la effettiva volontà di investire, e dall’altro come conciliare l’attività della centrale con la salvaguardia della salute e dell’ambiente. Il primo incontro è fissato per il prossimo 25 febbraio.

All’incontro, durato oltre due ore, erano presenti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, rappresentanti dei Ministeri della Salute e dello Sviluppo Economico, il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, il sindaco di Vado Ligure e presidente della Provincia di Savona Monica Giuliano, il sindaco di Quiliano Alberto Ferrando, il direttore generale di Tirreno Power Massimiliano Salvi e le rappresentanze sindacali.

La riunione, in realtà, non era iniziata sotto i migliori auspici, stando a quanto riferito dai lavoratori. “Noi speravamo ci fosse qualcosa di concreto, visto che aspettavamo dal 23 dicembre – racconta Maurizio Perozzi, della Rsu – Invece a inizio riunione ci siamo resi conto che purtroppo non c’erano passi avanti. Poi, grazie anche all’intervento di Burlando che ha tirato un po’ le fila, da posizioni abbastanza opposte tra azienda e ministero dell’Ambiente si è invece riusciti a trovare un accordo sul tavolo tecnico”.

La Regione Liguria ha giocato un ruolo determinante – continua Perozzi – perché ha spiegato che, visto che ci sono altri impianti a carbone in regione, è importante definire regole precise al di là del singolo caso: serve un monitoraggio ambientale continuo, perché tutti i liguri devono essere ugualmente tutelato con l’utilizzo delle Migliori Tecnologie Disponibili”. I sindacati hanno deciso di bloccare ogni trattativa sulle proposte dell’azienda, finché la questione non sarà risolta: obiettivo del tavolo, spiega il rappresentante dei lavoratori, sarà quello di “capire, oltre la volontà dell’azienda, quali soluzioni si possono mettere in campo per mantenere il sito industriale di Vado”.

Un piccolo passo avanti, dunque, verso una soluzione del caso Tirreno Power. Quanto decisivo, però, è ancora presto per dirlo: la discussione romana, infatti, esula dal binario della magistratura, che è ente autonomo e che prosegue per conto proprio l’indagine che ha portato alla chiusura della centrale vadese.

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