Savona, presidio delle municipali davanti alla prefettura: "Siamo figli di un dio minore" - IVG.it
Cronaca

Savona, presidio delle municipali davanti alla prefettura: “Siamo figli di un dio minore” fotogallery

Savona. Anche davanti alla prefettura di Savona stamattina si è svolta la manifestazione organizzata dai sindacati che rappresentano le polizie municipali per protestare contro i tanti problemi che da anni affliggono la categoria.

“Le nostre vertenze aperte sono tante – spiega l’ispettore Cinzia Tei della Cgil – Dalla riforma della legge 65, al rinnovo del contratto del comparto del pubblico impiego (e le risorse per il contratto decentrato non ci sono). Gli agenti della polizia locale già in servizio da parecchi anni vedono il loro stipendio fisso da ormai sette o otto anni. E poi c’è il problema annoso di quello che dobbiamo fare e vogliamo fare del nostro mestiere. Ci viene richiesta sempre di più l’attenzione sulla sicurezza urbana ma non abbiamo più l’indennizzo sugli infortuni, non abbiamo riconosciuta una previdenza comparata o quantomeno vicina a quella delle altre forze dell’ordine. Siamo figli di un dio minore e dobbiamo ricoprire i nostri compiti istituzionali che vanno dal far rispettare il codice della strada al far rispettare i regolamenti dei Comuni e poi anche sopperire ai problemi di sicurezza urbana laddove ci sono le carenze della questura piuttosto che dei carabinieri”.

Diverse le richieste sul tavolo: la ricontrattazione del trattamento economico (non più adeguato alla attuale situazione sociale); il ripristino dell’equo indennizzo operata dal Governo Monti (per cui “l’operatore di vigilanza non ha più una configurazione giuridica comprensibile, si chiama polizia ma non è un poliziotto”); pari dignità e opportunità rispetto alle altre forze di polizia (soprattutto dal punto di vista delle funzioni di polizia giudiziaria e polizia di stato, delle prestazioni di assistenza e previdenza); la diversa contrattazione rispetto al personale amministrativo degli enti locali.

Ancora: l’uniformità delle divise (“simbolo di grado e di qualifica in tutta Italia”), strumenti di tutela e servizi esterni in sicurezza; formazione professionale e addestramento costante; servizi in rete unica nazionale con un numero telefonico unico; accesso alle banche dati già utilizzate dalle altre forze dell’ordine (“per operare rapidamente nell’interesse dei cittadini”).

Giovedì 12 in diverse parti d’Italia gli agenti incroceranno le braccia: “Lo sciopero è della Csa, che è una sigla autonoma. I sindacati confederati non hanno indetto alcuno sciopero ma la manifestazione di oggi davanti a tutte le prefetture d’Italia per rimarcare i nostri disagi e richiamare l’attenzione di Governo e istituzioni sulle nostre tematiche. Sulle questioni della polizia locale l’Italia è ferma al palo da anni”.

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