Bullismo

Prese in giro, scherzi e una sigaretta spenta sul collo del compagno: tre studenti a giudizio

Gli episodi di violenza sarebbero avvenuti tra i banchi di un istituto superiore savonese: le accuse contestate sono stalking, lesioni e percosse

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Savona. Stalking, percosse e lesioni personali. Sono le gravi accuse delle quali devono rispondere tre studenti di un istituto superiore savonese che, secondo il pm del tribunale per i minori di Genova, si sono resi protagonisti di un episodio di bullismo prendendo di mira un loro compagno di scuola.

Episodi di violenza tra i banchi per i quali nell’ottobre scorso è stato chiesto il rinvio a giudizio. Gli studenti, due classe ’97 ed uno ’98, dovranno quindi presentarsi davanti al giudice dell’udienza preliminare martedì prossimo per rispondere delle gravi contestazioni. Non è da escludere che i difensori chiedano di definire il procedimento attraverso la messa alla prova.

Secondo il pubblico ministero del tribunale per i minori di Genova, oltre alle prese in giro verbali che facevano riferimento all’aspetto fisico del ragazzo (“ciccione”, “omino Michelin”), che da pesante scherzo si sarebbero trasformate ben presto in vere e proprie violenze psicologiche, i ragazzi si sarebbero resi protagonisti di un episodio particolarmente grave: avrebbero spento una sigaretta sul collo della loro vittima. Ma questo non sarebbe stato l’unico caso di violenza fisica: in un’altra occasione infatti i compagni lo avrebbero colpito con un pugno sulla spalla soltanto perché lui si era rifiutato di consegnargli una bottiglietta d’acqua. E ancora, sempre in classe, gli avrebbero sottratto il cellulare per poi utilizzarlo per mandare messaggi offensivi agli amici del ragazzo.

Un atteggiamento che, secondo gli investigatori, aveva fatto cadere nell’ansia lo studente preso di mira dai compagni-bulli. Visto che le offese e le percosse non accennavano a smettere, il sedicenne si era finalmente convinto a chiedere aiuto e aveva denunciato tutto in Questura. Secondo il racconto della vittima, che nel frattempo aveva anche chiesto di cambiare classe per sfuggire alle violenze, la persecuzione nei suoi confronti era iniziata ad ottobre ed era continuata fino ai primi mesi dello scorso anno.

Dopo la denuncia gli studenti erano stati convocati uno ad uno negli uffici della Squadra Mobile di Savona per essere interrogati. Uno di loro aveva però negato di essere responsabile: “Avevo sentito raccontare dell’episodio della sigaretta, ma io non c’entro nulla. Non capisco come mi abbiano coinvolto” aveva detto il ragazzo al suo difensore.

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