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Murialdo si mobilita per Giovanni, la salma potrà tornare in Romania foto

Il 42enne romeno mercoledì notte è deceduto per un malore improvviso

Murialdo. Questa è una storia di buona integrazione e di amore. Un piccolo paese, quello di Murialdo, ha aperto una sottoscrizione per aiutare la famiglia di Ion Mihalescu affinché la sua salma possa al più presto tornare in Patria, a Marginea, un piccolo paese della provincia di Suceava, lontano 300 chilometri dalla capitale Bucarest quasi al confine con l’Ucraina e la Moldavia. Grazie alla fattiva collaborazione e interessamento di tre associazioni come la Croce Verde di Murialdo, l’Avis e la Murialdo Corse, della parrocchia di Murialdo e di tanti murialdesi quella gara di solidarietà ha centrato l’obiettivo: i soldi ci sono e il feretro la settimana prossima potrà partire per la Romania.

Un dramma familiare, ma anche una bella storia di amicizia nata in un paesino dell’entroterra savonese dove tutti si conoscono e dove Ion, che qui chiamavano Giovanni, merita di essere raccontata. Giovanni, artigiano di 42 anni, mercoledì notte è stato colto da un malore improvviso.

Alle 2,45 la centrale operativa del 118 fa scattare l’emergenza. Dalla sede della Croce Verde l’Sos mobilita tre soccorritori: Maria Rosa Icardi, Mario Odella e Giuseppe Pinelli. Con loro c’è anche il direttore dei servizi Fabrizio Poggio. Tutti e quattro si imbarcano sull’ambulanza che ci mette un batter d’occhio a raggiungere Borgata Piano dove Giovanni abita con la moglie Mihaela e i tre figli di 20, 17 e 13 anni. I militi intuiscono che la situazione è davvero da allarme rosso.

Per ben sei volte, in attesa dell’arrivo dell’automedica, cercano di salvargli la vita utilizzando il defibrillatore che hanno in dotazione. Anche il medico Cella e l’infermiere Viglietti di Savona Soccorso arrivati con l’automedica tentano l’impossibile per strapparlo alla morte. Sono momenti di angoscia e disperazione per moglie e figli. Il cuore di Giovanni alla fine cessa di battere e quello dei soccorritori, che lo amavano come un fratello, gli finisce in gola.

“Abbiamo davvero cercare di fare l’impossibile per salvarlo – racconta Fabrizio Poggio – Abbiamo vissuto attimi drammatici e purtroppo quell’infarto cardiocircolatorio ha avuto il sopravvento. Il cuore che ha ceduto ha vinto su un uomo grande e forte che per il paese non si è mai tirato indietro”.

La sua grande generosità è sempre stata riconosciuta anche dagli stessi militi della Croce Verde che non l’hanno dimenticata. Inizia quindi la grande mobilitazione: tutto il paese raccoglie i soldi necessari per il rimpatrio della salma. Ed ecco una bella notizia di “non razzismo”, ma di perfetta integrazione da far venire la pelle d’oca: la famiglia di Giovanni che ha perso il suo punto di riferimento più importante non dovrà badare alle spese di trasferimento del feretro.

“Ci pensiamo noi – dice Fabrizio Poggio – La macchina della generosità messa in moto a Murialdo è arrivata a destinazione. I soldi ci sono e la prossima settimana Giovanni potrà tornare nella sua Romania”.

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