Cronaca

Cadavere a Finale: chi era Massimiliano Cattoli fotogallery

Loano. E’ stato ritrovato oggi senza vita in un anfratto della stazione ferroviaria di Finale Ligure, il 48enne Massimiliano Cattoli, ma negli anni era già stato protagonista di diversi fatti di cronaca. L’ultimo e forse più paradossale per i suoi risvolti successivi era avvenuto a maggio di due anni fa.

In quel periodo Cattoli conviveva con una coetanea, Giuseppina Mantegazza, in un appartamento lungo la via Aurelia a Loano. La sera del 15 maggio tra i due era scoppiato un violento diverbio culminato con un vero e proprio pestaggio che aveva mandato la donna all’ospedale. Cattoli era stato arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

Qualche mese dopo, precisamente a febbraio dell’anno scorso, la stessa Giuseppina Mantegazza si era resa lei stessa responsabile di un’altra aggressione: con altre due persone (uno di questi era un altro loanese) ha fatto irruzione in un appartamento di Rapallo, ha immobilizzato il suo occupante e lo hanno rapinato non prima di prenderlo a pugni e calci.

Violenza che attira violenza. E stili di vita che si richiamano.

Nel periodo dell’aggressione Giuseppina Mantegazza gestiva un piccolo bar in via Ghilini, nel pieno centro storico loanese. Aveva rilevato l’attività all’inizio dello stesso anno ma dopo alcuni mesi di lavoro piuttosto regolare il ritmo iniziò a rallentare in modo drastico, forse anche in conseguenza della violenta aggressione subita dal compagno. Il bar era sempre chiuso e lei aveva preso a frequentare in modo costante i clochard che bivaccavano nelle aree verdi della stazione ferroviaria fino ad intraprendere il loro stesso stile di vita.

Ancora più indietro, nel 2005 Cattoli era finito sotto processo in quanto accusato di aver praticato un’iniezione ad un amico poi deceduto per overdose.

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