Sito della Casa della Legalità oscurato, lo sfogo di Abbondanza: "E' un abuso, chi lo ha permesso?" - IVG.it

Sito della Casa della Legalità oscurato, lo sfogo di Abbondanza: “E’ un abuso, chi lo ha permesso?”

christian abbondanza

Il salvataggio dei contenuti del sito della Casa della Legalità (dopo che il provider ha interrotto il contratto di fornitura) è in corso, ma nel frattempo il presidente della Onlus, Christian Abbondanza, si interroga su quanto è accaduto. Per farlo si è affidato ad un lungo post su Facebook attraverso il quale ha voluto ricostruire quello che è successo nelle ultime ore.

“Qualcosa non torna nella censura promossa ai danni alla Casa della Legalità – esordisce Abbondanza -. In Italia solo l’Autorità Giudiziaria, con provvedimento motivato, può disporre l’oscuramento di una pagina di un sito o, in taluni casi, di un intero sito web. Ed allora perché un provider commette un abuso, sostituendosi all’Autorità Giudiziaria, assumendo i Poteri che la Costituzione e la Legge attribuiscono ad esclusivamente all’Autorità Giudiziaria? Perché poi un provvedimento di chiusura totale di un sito internet?”.

“Quello che è successo conduce ad ipotizzare che la questione della ‘protesta’ del Sindaco di Diano Marina sia stato solo un pretesto per tentare di chiudere il sito della Casa della Legalità, ovvero oscurare le inchieste ed i documenti che da anni vengono pubblicate e che sempre più spesso si dimostrano essere stati utili ad inchieste giudiziarie e provvedimenti di contrasto a fenomeni di illegalità e mafie” attacca il presidente della Casa della Legalità.

“Facciamo il punto partendo dall’antefatto: nel maggio 2014 il Giacomo Chiappori promuove una querela contro la Casa della Legalità contestando un articolo e chiede all’Autorità Giudiziaria di procedere all’oscuramento dell’articolo e della Relazione della Procura Nazionale Antimafia del 2013. La Procura della Repubblica di Impera ricevuta la notizia di reato valuta i fatti in modo totalmente differente rispetto al querelante. Infatti la Procura non chiede alcun provvedimento di oscuramento dell’articolo contestato e non lo chiede nemmeno per la Relazione della Procura Nazionale Antimafia del 2013” spiega Abbondanza che accusa il primo cittadino di Diano Marina di essersi rivolto direttamente al provider: “Aruba con il suo Ufficio Legale, ha scritto alla Casa della Legalità il 24 dicembre e la Casa della Legalità, appena ricevuta l’e-mail, ha risposto alla stessa indicando la fondatezza ed i riferimenti alle fonti autorevoli della pubblicazione, restando a disposizione per ogni altro chiarimento ed approfondimento”.

“Alla risposta inviata ad Aruba è seguito un contatto telefonico in cui l’Ufficio Legale chiedeva gli venissero forniti i documenti indicati come ‘fonti” della pubblicazione’ e ci comunicano di farli avere loro per lunedì 29 dicembre, visto che nei giorni precedenti sarebbero stati chiusi per le festività. Il 29 dicembre 2014, già dalle 00:13, sulla casella di posta dell’Ufficio Legale del provider vi è l’e-mail dettagliata della Casa della Legalità con indicazione, punto per punto, dei documenti di riscontro (le fonti) di ogni singolo passaggio della pubblicazione. Gli abbiamo mandato tutto (inviandolo per conoscenza in chiaro anche alla Procura di Imperia oltre che al nostro legale di fiducia, Avv. Riccardo Di Rella), sottolineando che non eravamo tenuti a farlo, ma si è scelto di accettare la richiesta nel rispetto degli obblighi contrattuali che impongono di fornire chiarimenti esaustivi al Provider in caso di richiesta relativa a pubblicazioni sul proprio sito.” racconta Abbondanza.

Il presidente della Casa delle Legalità spiega che, dopo un ulteriore scambio di comunicazioni, l’Ufficio Legale di Aruba comunica che “Precisato che non compete alla Scrivente esaminare e valutare la documentazione da Voi inviata con dette comunicazioni non possiamo fare a meno di rilevare che i contenuti pubblicati sono comunque oggetto di giudizio pendente presso la competente Autorità Giudiziaria. Ciò detto comunichiamo che trascorse 24 ore dal ricevimento della presente la Scrivente provvederà, senza ulteriori avvisi, alla sospensione del Servizio, come previsto dalle vigenti Condizioni di Contratto”.

“Quindi noi si è all’opera da ieri per salvare tutti i dati aggiornati del sito, procedendo alla ‘migrazione’ del dominio e quindi alla riattivazione del sito su un nuovo server (all’estero) e terminato questo si procederà verso il provider nelle sedi preposte per i danni subiti e per l’abuso perpetuato” spiega Abbondanza che si interroga anche sul perché un provider abbia preso questa decisione.

“Forse era tutto solo un pretesto per chiudere il sito. Anche perché avrebbero potuto decidere di sostituirsi all’Autorità Giudiziaria limitandosi ad oscurare la sola pagina dell’articolo costato e della Relazione della Procura Nazionale Antimafia del 2013 presente sul nostro sito, se il problema era solo la lamentela del Chiappori, ma invece decidono (ma sembra che avessero già deciso) di chiudere tutto il sito della Casa della Legalità. Quindi: chi ha pressato perché il provider decidesse di compiere questo abuso di inequivocabile censura? E’ questa la domanda che attende risposta” conclude Abbondanza.

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