Savona calcio, Arturo Di Napoli si sente criticato "a prescindere" dai tifosi. E i numeri gli danno ragione - IVG.it
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Savona calcio, Arturo Di Napoli si sente criticato “a prescindere” dai tifosi. E i numeri gli danno ragionerisultati

Savona. “ I fischi? I tifosi pagano il biglietto e hanno il diritto di contestare. Personalmente, a volte mi sembra di essere criticato per partito preso: è stato così anche dopo un pareggio e tre vittorie consecutive”.

Con queste parole, tra il rassegnato e il realista, Arturo Di Napoli ha commentato i fischi arrivati dalle tribune nel momento in cui i suoi ragazzi stavano perdendo contro un Forlì tutt’altro che irresistibile.

Probabilmente, per quanto si era visto in campo, da un punto di vista del gioco, i supporter savonesi avevano ragione. Magari avrebbe fischiato anche l’allenatore subentrato in estate sulla panchina detenuta per tre anni da Ninni Corda se fosse stato in tribuna.

A guardare i numeri, la “tesi” di Di Napoli che il giudizio nei suoi confronti sia “a prescindere” negativo, sembra assumere qualche connotato di verità.

I conti si fanno alla fine e, solo allora, si potrà parlare di obiettivo raggiunto o meno ma, a due giornate dalla conclusione del girone d’andata, un primo bilancio si può fare.

Il Savona, a 180’ da metà stagione, ha un vantaggio di 4 punti sulla quintultima squadra. Niente di definitivo ma, senza ombra di dubbio, la situazione non è drammatica. Tutt’altro. Finisse ora la stagione i biancoblù sarebbero salvi e, visti i bollenti giorni estivi, sarebbe un grande risultato.

Scendendo nel dettaglio, poi, De Feo e soci sono anche una squadra che non sbaglia l’appuntamento importante. Almeno al “Bacigalupo”.

In otto partite casalinghe, i biancoblù hanno  conquistato per ben 5 volte il bottino pieno a fronte di un unico, amaro, pareggio col Tuttocuoio  e di solo due sconfitte incassate, però, al cospetto, della capolista Ascoli e del Pisa, secondo in graduatoria.

Davanti ai propri tifosi, elemento non secondario, poi, le vittorie sono arrivate con le dirette concorrenti per la salvezza.

Con le squadre attualmente alle spalle di Spadafora e soci o alla pari, infatti, il Savona ha sempre vinto: tre punti con San Marino, Santarcangelo, Forlì, Spal e Carrarese.

Le note dolenti per la squadra chiamata a salvarsi arrivano dalle partite in trasferte. Cinque le sconfitte, tre i pareggi ed una sola vittoria.

Ma, a voler vedere il bicchiere se non mezzo pieno almeno non del tutto vuoto, il Savona è stato bravo a vincere lo scontro diretto con l’ultima in classifica, la Pro Piacenza, pareggiando con Lucchese ed Ancona. Anche qui, un unico neo, ovvero la sconfitta di Prato.

I freddi numeri, quindi, quelli che non tifano e che non hanno il calore dei cori dei tifosi; quelli che non sanno cosa significhi sostenere i propri colori ma che, alla lunga, vincono sempre dicono una verità indiscutibile: Arturo Di Napoli sta facendo il proprio dovere. Sta guidando, tra mille difficoltà, la barca del Savona verso la sofferta salvezza.

Beh, si dirà, Arturo Di Napoli aveva dichiarato che il Savona avrebbe chiuso nella parte sinistra della classifica e, ad ora, non sarebbe tra le prime dieci.

Vero, ma ancora a voler essere benevoli con Di Napoli, senza andare a recriminare su punti persi a destra e a manca per motivi svariati, se solo col Tuttocuoio si fosse vinto, in questo momento il Savona sarebbe decimo alla pari proprio con i toscani.

Tutto bene, quindi? Nessun problema per raggiungere l’obiettivo salvezza? Sempre senza voler entrare nell’aspetto tecnico ma limitandosi ai “numeri”, l’altra faccia della medaglia è il futuro.

Il bicchiere, a volerlo vedere mezzo vuoto, dice che, al ritorno, bisognerà andare in casa delle dirette rivali a cercar punti mentre, al Bacigalupo, arriveranno le corazzate. Non c’è da stare allegri, sia chiaro ma, il futuro è in mano a giocatori, allenatore e società. In questo caso, da certezze i numeri si trasformano in ipotesi. E per quelle, solo il tempo potrà dire se diventeranno realtà o meno.

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