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Rifugio Pratorotondo, paradiso del Beigua in mezzo a tre Comuni e due strade chiuse: “E se servisse un dottore?” fotogallery

Varazze/Cogoleto/Sassello. “L’anno scorso è stata una stagione così così e ne sono venuti solo due metri, l’anno prima siamo arrivati a otto”. Quota 1098 metri, Rifugio Pratorotondo, territorio del Parco del Beigua. Qui arrivano gli appassionati della montagna, sia d’estate che d’inverno, anche da fuori Italia. Un paradiso su cui nelle scorse ore sono caduti circa 40 centimetri di neve. E’ la normalità, un inizio di quello che accadrà tra poche settimane, quando tutto sarà ricoperto da una abbondante coltre bianca.

Tutto nell’ordine delle cose, se non fosse che il rifugio è attualmente isolato e rischia di rimanerlo a lungo. Colpa delle frane e della mancanza di fondi. Senza contare che la zona sorge all’incrocio di ben tre territori comunali (e due province): un cortocircuito amministrativo le cui conseguenze non hanno tardato a manifestarsi.

La struttura fa parte di uno spicchio di Cogoleto, ma in venti metri ci sono anche Sassello e Varazze. Delle due strade per arrivare in quota, poi, quest’anno neanche una risulta percorribile. “La strada per Pianpaludo – spiega Marco D’aliesio, gestore del rifugio – d’inverno è chiusa perché nevica e nessuno ha i soldi per pulire. L’altra, che sale da Varazze, è chiusa a causa di due frane, staccatesi con la recente alluvione”.

In realtà via Montebeigua – così si chiama la strada, almeno fino al sito delle antenne radiotelevisive delle principali emittenti – è “spezzettata” in tre parti: la prima è di proprietà del Comune di Varazze, la seconda, piccola parte è di proprietà della Rai che provvede alla pulizia, la terza è “terra di nessuno”, visto che non è neppure certa la sua proprietà.

“Il problema vero – continua D’aliesio – è che nessuno ha i soldi necessari per intervenire, tanto che per un tratto la strada l’ho sempre pulita a mie spese. Quest’anno, con le frane, diventa però tutto inutile e io sono bloccato qui. Il comune di Varazze dovrebbe iniziare a breve i lavori di ripristino, ma certo non parliamo di tempi brevi”.

Sembra insomma che il Rifugio Pratorotondo, dove neanche l’elisoccorso riesce sempre ad arrivare, dovrà aspettare la primavera per essere riconnesso con il mondo. “Al momento utilizzo il fuoristrada – conclude D’aliesio – fin quando riuscirà a superare la coltre di neve. Poi non rimarrà altro da fare che scendere a valle a piedi. Così però non riesco a lavorare e se malauguratamente qualcuno qui avesse bisogno di un medico?”.

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