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Processo per il Crac Cesam, pm chiede 3 anni e 2 mesi per Andrea Nucera

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Savona. Cinque condanne per una pena complessiva che supera i dieci anni di reclusione. E’ la richiesta avanzata questa mattina dal pm Ubaldo Pelosi nell’ambito del processo per il crac della Cesam Srl, una ditta che forniva materiali edili, dichiarata fallita nel 2009. A giudizio, con l’accusa di bancarotta fraudolenta in concorso ci sono l’imprenditore Andrea Nucera e altre quattro persone Fulvio Da Rold, Fabrizio Meirano, Marcello Torterolo e Massimo Fantoni.

Per due di loro, Da Rold e Meirano, il pubblico ministero ha chiesto tre anni di reclusione, per Nucera invece tre anni e due mesi di reclusione, per Fantoni due anni, mentre per Torterolo è stata chiesta un’assoluzione per le accuse di bancarotta fraudolenta e una condanna a sei mesi per il reato più lieve che gli veniva contestato, ovvero la bancarotta semplice. Al termine della discussione (gli imputati sono difesi dagli avvocati Manti, Nan, Aglietto e Prampolini) il processo è stato rinviato alla prossima settimana per le repliche e la sentenza.

Secondo l’accusa, Nucera sarebbe coinvolto nel fallimento della Cesam perché avrebbe costituito una sua srl, la Geosam, per acquistare alcuni crediti dell’azienda di forniture che ormai si trovava in una situazione difficile. Per la Procura, i crediti ceduti da Cesam a Geosam (per un totale di 150 mila euro) sarebbero stati valutati meno del loro valore. Secondo la tesi difensiva, i crediti invece sarebbero stati “inesigibili” per Cesam e quindi averli ceduti a Geosam, che aveva i mezzi per riscuoterli in cambio dell’acquisto di immobili, era l’unico modo possibile per ottenere liquidità.

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