Cenone di Capodanno, l'Enpa lancia il menu vegano: "Basta pesce, nel Mediterraneo sta scomparendo" - IVG.it

Cenone di Capodanno, l’Enpa lancia il menu vegano: “Basta pesce, nel Mediterraneo sta scomparendo”

Spiaggia, pesce fresco

Provincia. Un cenone vegano per salvaguardare i nostri mari. E’ questo l’invito che lancia la Protezione Animali savonese, sposando il menu proposto in questi giorni dal capostipite dei ristoranti vegani della provincia, i Vegani Erranti di Tosse.

“Il pesce catturato in un anno nei nostri mari, pur con l’impiego di sofisticate tecnologie, basterebbe per soli quattro mesi ai consumatori italiani – spiegano dall’Enpa – ed il 90% delle specie del Mediterraneo sono in preoccupante diminuzione, mentre il 50% rischia l’estinzione. Perché quindi non finire il 2014 ed iniziare il 2015 con una scelta alimentare veramente amica del mare e delle sue creature?”.

Il menu proposto per un Capodanno “amico del mare” prevede un antipasto di vitello tonnato di seitan ed insalata russa, seguito da testaroli con sugo di noci, saltimbocca alla vegana o riso orientale alle verdure, dolce di frutta o panettone con grassi vegetali e curcuma, o ancora torta sacher ai lamponi o tofucake ai frutti di bosco.

“Quella dell’ENPA è una sfida gustosa e leggera – affermano gli animalisti – in controtendenza rispetto ad enti pubblici, media, associazioni slow food e culturali, che assurdamente promuovono il consumo di pesce ignorando la situazione drammatica dei mari italiani. La Regione Liguria finanzia ittiturismo e pescaturismo o la pesca ricreativa all’anguilla, dimenticando che questo misterioso animale è sotto tutela dell’Unione Europea perché sta letteralmente scomparendo. Il prezioso tonno rosso mediterraneo si sta appena riprendendo e già l’organismo internazionale che dovrebbe tutelarlo, riunitosi a Genova, ne ha aumentato del 20% le quote di cattura, mentre un consigliere regionale amico dei voti dei pescatori, straparlando di tonni ‘che pullulano nel mar Ligure e rompono le reti cibandosi di acciughe’, chiede quote anche per la pesca locale”.

“Ancora peggio hanno fatto a Natale le TV nazionali e locali – tuona l’Enpa savonese – che per sponsorizzare menu a base di pesce hanno diffuso disgustosi maltrattamenti di poveri animali marini, le cui sensibilità e socialità vengono ogni giorno accertate dalla scienza: capitoni in fuga per le vie di Napoli, pesci boccheggianti ed astici incerottati nelle pescherie liguri, aragoste vive pronte per essere bollite ed intelligentissimi polpi ‘arricciati’ a colpi di bastone nel sud, secondo la barbara tendenza a cucinare gli animali vivi, imitando le orribili usanze giapponesi”.

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