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Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Varese 1910: nel progetto di Laurenza il fulcro è rappresentato dai giovani

Savona. Continuiamo con questo diciottesimo inserto, il lungo excursus che ci porterà a visitare i più grandi centri di formazione siti sul territorio nazionale e nel continente europeo, proseguendo con una società della realtà lombarda che da sempre ha storicamente prodotto un gran numero di talenti per il football tricolore e lo ha fatto dando notevole importanza alla tecnica individuale nonchè all’educazione dei piccoli calciatori. Partendo da qui esploreremo l’intera provincia, poichè il varesotto per tradizione, numero di tesserati e di squadre, per estensione territoriale, si presta ad essere comparato alla dimensione calcistica savonese.

L’Associazione Sportiva Varese 1910 S.p.A. (già Varese Football Club nel 1910, Associazione Sportiva Varesina nel 1923, Varese Sportiva nel 1926 e di nuovo Varese Football Club nel 1946), è una società calcistica italiana per azioni con sede a Varese. Fondata il 22 marzo 1910, è la principale società calcistica della città e della relativa provincia. La squadra può vantare sette stagioni nel torneo di massima serie (e come miglior piazzamento il settimo posto nel campionato di Seria A 1967-68); ha inoltre disputato il girone finale di Coppa Italia nel 1969-1970, classificandosi in quarta posizione. Nel suo palmarès vi sono tre campionati di Serie B, tre campionati di Serie C1, una Coppa Italia di Serie C ed una Coppa Italia dilettanti.La stagione 2009 / 2010 è stata quella del Centenario: società e tifosi hanno festeggiato nel migliore dei modi un secolo di storia biancorossa. L’A.S. Varese 1910, con in cantiere un biennio importante, il 2009/2010 e il 2010/2011 ha raggiunto infatti l’obiettivo di una nuova promozione in Serie B (la seconda divisione del campionato professionistico di calcio italiano) dopo 25 anni, coronando il sogno di tutti i tifosi varesini: la conquista è avvenuta nell’anno storico in cui tutta la città e i tifosi, raccolti intorno alla società, hanno festeggiato insieme cento anni di emozioni, storia e tifo biancorosso.

La stagione 2011/2012 è rimasta scolpita nei cuori dei tifosi biancorossi che non possono dimenticare l’impresa dei ragazzi di Rolando Maran. Il raggiungimento dei playoff è il coronamento di un’annata di lavoro. L’avversario è il Verona di Mandorlini. All’andata Kurtic e Terlizzi ipotecano la finale. Al Bentegodi, in un match dalle forti emozioni, una grande prestazione di gruppo e un gol di Terlizzi di testa regalano al Varese la finale. Amaro l’epilogo, con Pozzi che regala la serie A alla Sampdoria. Nel 2012/2013 il Varese riparte da Fabrizio Castori: una stagione caratterizzata da prestazioni altalenanti che lo portano ad un passo dalla qualificazione ai playoff, svanita solo nell’ultimo turno di campionato a Brescia. Antonio Rosati lascia la presidenza e il nuovo azionista di maggioranza e presidente della società di via Manin è Nicola Laurenza: nasce una nuova era, a tinte biancorosse. L’ottica imprenditoriale del neo presidente prevede la realizzazione di un progetto il cui fulcro è rappresentato dai giovani: investimenti mirati e potenziamento di Scuola Calcio e Settore Giovanile ne sono la riprova.

La stagione 2013/2014 mette a dura prova i biancorossi che sono costretti a giocarsi la permanenza nella cadetteria ai Playout, nel derby thrilling contro il Novara: l’entusiasmante match d’andata in Piemonte, invaso dai varesini, vede i ragazzi di Stefano Bettinelli trionfare per 0-2 grazie a una splendida doppietta del bomber predestinato Leonardo Pavoletti. La gara di ritorno non è una formalità: il Novara lotta e, malgrado il gol in avvio di Pavoletti, ribalta il punteggio: ci pensa però ancora Leo a pareggiare i conti, regalando una immensa gioia ai tifosi: salvezza. Obiettivo preciso e chiaro per gli uomini del “Betti” nella stagione 2014/2015: salvarsi e ripartire, tornando ancora più grandi, come impone la sua gloriosa storia. Per quanto concerne il Settore Giovanile, il Presidente Marco Caccianiga dimostra di avere ben chiaro il programma da realizzare:

“Per prima cosa, una raccomandazione: non chiamatemi “responsabile” del settore giovanile. Io sono solo il coordinatore di un gruppo di lavoro, di una squadra di professionisti. Altrimenti non avrei mai accettato. Ci tengo subito a chiarire come sono andate le cose, in pratica a far sapere com’è arrivata la mia nomina. Trasparenza e sincerità, prima di tutto. Perché dovremo essere limpidi come i bambini in tutto quello che faremo. Avere la responsabilità del settore giovanile non è come fare un girotondo: la questione va approfondita”.

Cosa mi ha convinto a sciogliere le riserve?

“Premessa: la società mi aveva proposto quest’incarico da tempo. Volevano dare una ventata d’aria nuova all’intero ambiente, puntando su varesini che conoscono il Varese. Al presidente Laurenza ho sempre detto che non avrei accettato la responsabilità totale del settore giovanile perché quel ruolo non sarebbe stato nelle mie corde. Ho dato però la mia disponibilità a coordinare un gruppo di lavoro con obiettivi sportivi in cui mi riconoscevo”.

E la società ha accolto la sua richiesta?

“Esattamente. Ecco perché adesso sono qui, felice di ricoprire questo ruolo. Ed ecco perché ci tengo a non essere definito “responsabile”, ma “coordinatore”. Il nostro sarà un lavoro d’équipe: a me toccherà il compito di coordinare il lavoro di quattro professionisti che si divideranno le varie mansioni, dallo scouting, alla gestione delle squadre, ai rapporti con allenatori e procuratori, e così via. È una visione diversa del settore giovanile, in cui a un responsabile unico subentra una sorta di quadrumvirato coordinato da me”.

Come vi suddividerete i compiti?

“Paolo Masini e Stefano Milanta si occuperanno rispettivamente dell’area gestionale e sportiva, Roberto Verdelli farà l’osservatore e Mario Belluzzo sarà il coordinatore tecnico degli allenatori”.

Perché ha chiesto (ed ottenuto) anche la presenza di Alessandro Andreini nella veste di “tutor”?

“Avendo lavorato al suo fianco per un anno, ho avuto modo di apprezzarne le qualità: è un dirigente capace e un gran lavoratore. Sanguigno, da buon toscano. Ma con la sua competenza ci darà una grande mano in questo passaggio di consegne”.

Quali saranno le linee guida della sua gestione?

“Credibilità ed umiltà: queste saranno le nostre parole chiave. Non ci devono essere rumors o pettegolezzi. Quando c’è da litigare, si litiga, ma tutto poi si chiarisce tra noi, “nel chiuso dello spogliatoio”.

A proposito di bambini: mica avrà pensato di abbandonarli per dedicarsi al nuovo incarico?

“Ma nemmeno per sogno. Non perderò neanche un minuto di quello che è il mio lavoro con i Piccoli Amici e il Progetto Bimbo. Lì sì che potete tranquillamente chiamarmi “il responsabile”: ho chiesto alla società di poter mantenere questo ruolo. È quello che so fare meglio, la mia natura”.

Porterà nel settore giovanile anche un po’ della sua gioia brasiliana?

“Una cosa è certa: quello che non mi mancherà mai sarà l’entusiasmo. E quando ci sono voglia di fare e un clima sereno, di solito arrivano i risultati. Anche perché chi ha lavorato qui prima di noi, e parlo di Giorgio Scapini, ha fatto un lavoro straordinario. Per noi sarà più semplice lavorare partendo da queste basi”.

Pensiamo che Alfredo Speroni sarebbe stato felice per la sua nomina.

“Chissà. Io so solo che il professore sarebbe stato la persona ideale per ricoprire questo ruolo perchè venendo dall’oratorio, sapeva bene quali siano i veri valori dello sport. Il “Prof” ci ha lasciato due anni fa all’improvviso. Uno come lui non poteva fare altrimenti. Grintoso anche nella fine. Fu Principe degli Allenatori della Provincia di Varese, più che una leggenda, un monumento del Calcio come sacrificio, impegno, entusiasmo e determinazione. Aveva il pregio dei grandi, il marchio dei campioni, l’umiltà. Sempre disponibile, addirittura riservato. I bambini non mentono, riconoscono subito un leader, un fuoriclasse. Entrava lui ed il campo in sintetico del Franco Ossola si trasformava nelle paludi del Vietnam ed ogni bimbo era un marine attento a non farsi sorprendere dai Vietcong. “Aggressivo” era la sua parola d’ordine, ma si comprendeva subito che non vi era alcun nemico da sconfiggere, solo la malavoglia e la superficialità, vere bestie nere per chi svolge attività sportiva. Al termine degli allenamenti, il Generale Speroni era salutato dai bimbi come fosse uno di loro, regalava sorrisi e “cinque alti” a tutti. Era il gigante buono che sul terreno di gioco si trasformava in Goku Super Sayan, il Signore degli Anelli, uomo dai misteri senza fine belli. Alfredo Hulk Speroni rappresentava al meglio la Scuola Calcio biancorossa, incoraggiava e redarguiva, confortava e richiamava, il suo approccio appassionato conquistava tutti, genitori e bambini, i suoi modi signorili ne amplificavano le lodi, la sua proverbiale grinta stimolava sempre a dare il meglio. Il vocione minaccioso e portentoso di Sua Maestà Alfredo Speroni, grande tecnico, uomo vero, professionista come pochi tuonava maestoso. Si narra che alcuni residenti nella zona dello Stadio Franco Ossola, nelle notti di luna piena si barriicassero in casa nel timore dell’avvento del pauroso Lupus Masnaghensis. Il Prof. Speroni non era uno qualunque. Come Ezequiel in Brasile ha inorgoglito una intera Scuola Calcio, ha reso un servigio tecnico educativo di assoluto livello, apostolo di uno sport che è pane quotidiano all’ombra del Sacro Monte. Non servono busti, monumenti, fontane, targhe, coppe e amenità simili. Un uomo di sport va celebrato come si conviene. Alfredo Speroni è un valore aggiunto alla grande famiglia del Varese 1910. La sua sapienza tecnica era al servizio degli allenatori con i quali aveva un confronto costante e costruttivo. E’ stato il miglior responsabile tecnico che si potesse desiderare. Era sintesi di qualità e quantità. Il Calcio come passione di vita, educare al gioco del calcio come modo di essere. Il Prof Alfredo Speroni,resterà per sempre il nostro Generale, un uomo come pochi altri, con il quale si poteva e si può scherzare e sdrammatizzare. Purtroppo madre natura ha voluto diversamente. Ma lui sarebbe stato davvero la guida perfetta per il settore giovanile. Il maestro a cui mi sono sempre affidato nei momenti difficili. Ora cercherò di mettere in pratica tutto quello che mi ha insegnato”.

Organigramma Settore Giovanile A.S. Varese 1910:
Stagione 2014/15
CACCIANIGA MARCO Presidente e coordinatore Settore Giovanile/Scuola Calcio
MASINI PAOLO Direttore area gestionale
MILANTA STEFANO Direttore area sportiva
VERDELLI ROBERTO Responsabile scouting
BELLUZZO MARIO Coordinatore tecnico allenatori
VAPI GIANLUCA Segretario Settore Giovanile
PIATTI NICOLA Segretario Scuola Calcio
Dirigenti Accompagnatori
ZARINI UGO Team Manager Primavera
GRANATA ANGELO Primavera
NUCERA MAURO Team Manager Berretti
BIASIBETTI OTTAVIO Team Manager Allievi Nazionali A e B
FRATTINI EDOARDO Allievi Nazionali A e B
MATERNINI MARIO Allievi Nazionali I e II Divisione
MARONI MAURIZIO Giovanissimi Nazionali
ERMOCIDA ANTONIO Giovanissimi Regionali
Area Tecnica
ANTONELLI GIANLUCA Allenatore Primavera
PRELLI CARLO Allenatore in seconda Primavera
RUSSO ERMINIO Allenatore Berretti
TRESOLDI PAOLO Allenatore Allievi Nazionali A e B
CALANDRINO CLAUDIO Allenatore in seconda Allievi Naz. A e B
VOLONTE’ PAOLO Allenatore Allievi Nazionali I e II Div.
VULCANO LUCIANO Allenatore in secondaAllievi Naz. I e II Div.
GENNARI PIERLUIGI Allenatore Giovanissimi Nazionali
SCANDROGLIO ANDREA Allenatore Giovanissimi Regionali
VERDERAME OSCAR Preparatore portieri Primavera
BASSO ANDREA Preparatore portieri Berretti
DEL CARO MASSIMILIANO Preparatore portieri Allievi
MAGNANI MARCO Preparatore portieri Giovanissimi
BORRI FABRIZIO Preparatore atletico Primavera
GIOIA MASSIMILIANO Preparatore atletico Allievi
TRECROCI ATHOS Preparatore atletico Giovanissimi

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