Burocrazia: per le imprese un peso da 5 miliardi l'anno. Le proposte di semplificazione di CNA - IVG.it
Economia

Burocrazia: per le imprese un peso da 5 miliardi l’anno. Le proposte di semplificazione di CNA

artigiani protesta

Provincia. Secondo una recente ricerca CNA, la burocrazia costa a 4,5 milioni di piccole aziende un euro ogni 10 minuti, 6 euro all’ora, 48 euro ogni giorno lavorativo, 11mila euro all’anno. Tutto ciò porta alla sbalorditiva cifra di 5 miliardi di euro. L’Italia risulta solo al 56esimo posto nella graduatoria dei Paesi dove è più facile fare impresa, purtroppo dietro sia alle principali economie europee (Germania, Francia, Spagna e Regno Unito) sia a Stati Uniti e Giappone.

Dall’analisi di questo contesto, è emersa la necessità di verificare i dati oggettivi con quelli percepiti dalle imprese. Allarmanti i risultati di un sondaggio CNA su 2.400 imprese: per tre imprese su quattro, rivela il sondaggio, la burocrazia è tra i principali responsabili della decrescita economica degli ultimi sette anni ed il principale freno allo sviluppo della propria attività e del fatturato.

“CNA – afferma la Presidente Provinciale di CNA Savona Paola Freccero – ha elaborato una proposta organica di semplificazione, in dieci punti, con un solo vero obiettivo: liberare l’italia dal piombo che pesa sulle ali delle imprese”.

Queste le ipotesi di soluzione elaborate:
1. riformare il titolo V della Costituzione, superando le distorsioni e le sovrapposizioni che si creano nelle materie oggetto di legislazione concorrente Stato-Regioni; definendo livelli essenziali di semplificazione e informatizzazione della pubblica amministrazione.

2. coordinare, monitorare e valutare la qualità alla produzione legislativa attraverso l’istituzione di un’Agenzia preposta al controllo di qualità della regolazione, con funzioni di valutazione di impatto delle norme e con il pieno coinvolgimento degli interessati.

3. revisionare lo stock legislativo, adottando testi unici e codici sulla base di principi di chiarezza, semplicità, completezza delle norme relative ad ogni singola materia.

4. concentrare le nuove norme riguardanti le imprese nelle tre sessioni legislative annuali, già presenti nel nostro ordinamento (legge di semplificazione, legge sulla concorrenza, legge per le piccole imprese), e ponendo fine alla attuale frammentazione, dispersività e mancata attuazione delle norme.

5. realizzare una riforma radicale delle ispezioni e dei controlli per renderli più efficaci e insieme meno gravosi per le imprese.

6. implementare l’agenzia per le imprese. L’agenzia ha introdotto un nuovo e positivo esempio di collaborazione sinergica tra settore pubblico e privato, nell’interesse generale di cittadini ed imprese.

7. rafforzare gli sportelli unici per le attività produttive (SUAP) come un unico punto di contatto obbligatorio tra imprese e pubblica amministrazione. Gli Sportelli unici per le attività produttive non sono riusciti, in questi anni, a raggiungere un grado di operatività omogeneo su tutto il territorio nazionale.

8. realizzare concretamente le misure previste dall’agenda digitale e la digitalizzazione dell’amministrazione, in modo da colmare il ritardo dell’Italia nella integrazione dei sistemi informatici.

9. garantire una giustizia efficiente. Il sistema giudiziario italiano non riesce a rispondere in tempi certi alla richiesta di Giustizia di imprese e cittadini.

10. usare il credito d’imposta per evitare il ribaltamento degli oneri amministrativi sulle imprese, chiamate a supplire funzioni proprie dell’amministrazione.

“Il Piano per la Semplificazione e la Qualità della Legislazione presentato a livello nazionale – continua Freccero – si concentra su dieci iniziative che possono meglio supportare le imprese nei cavilli della burocrazia e aiutarle nello sviluppo delle attività. Parliamo soprattutto delle piccole e piccolissime imprese, che rappresentano l’ossatura produttiva dell’Italia, ma che spesso non ricevono adeguata attenzione”.

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