Albenga, Centro Pannunzio: "Via Deportati Albenganesi ricordi anche gli internati militari" - IVG.it

Albenga, Centro Pannunzio: “Via Deportati Albenganesi ricordi anche gli internati militari”

Albenga. Quando anche intitolare una via ai deportati in Germania durante la seconda guerra mondiale suscita polemiche. Il caso arriva da Albenga, dove la scelta dell’allora amministrazione Guarnieri di dare ad una strada il nome di “via Deportati Albenganesi” è finita ora sotto la lente d’ingrandimento del Centro Pannunzio.

“Non esistono solo i deportati per ragioni politiche e razziali, esistono anche gli IMI, gli internati militari in Germania – ricorda il presidente e fondatore del Centro, Pier Franco Quaglieni – Furono oltre mezzo milione, fra i quali Alessandro Natta, Tonino Guerra, Giovannino Guareschi, Mario Rigoni Stern. Anche Albenga ha avuto i suoi internati, ma essi sono stati dimenticati o compresi, non si sa perchè, con i deportati. Come ricorda l’avv. Cosimo Costa, tra gli altri internati in Germania ci fu Benedetto Fassino, funzionario del San Paolo e segretario della locale sezione Internati in Germania che con gli anni è andata scemando per la morte dei suoi associati”.

Il Centro “Pannunzio” ha così deciso di proporre al sindaco Cangiano, che il prossimo 25 aprile venga integrata la intitolazione della targa aggiungendo al ricordo dei Deportati anche quella degli Internati militari in Germania. “Essi soffrirono, e parecchi di loro morirono, nei lager tedeschi, a partire dal settembre 1943 fino al maggio 1945 – ricorda Quaglieni – Dalla legge, sia pure tardivamente, sono stati equiparati ad ogni effetto ai partigiani combattenti perchè la loro resistenza venne riconosciuta pari a quella di chi partecipò alla Guerra di Liberazione e alla Resistenza in Italia. Fu una resistenza senza armi, di uomini che riscattarono con il loro comportamento l’onta dell’8 settembre”.

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