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Tirreno Power, Ghiso (PRC): “Chiusura frutto di scelte scellerate, fatte in nome del profitto” foto

Vado Ligure. “La drammatica situazione che stanno vivendo i lavoratori, insieme alle loro famiglie, coinvolti direttamente e indirettamente nella vicenda Tirreno Power è il risultato delle scelte scellerate di un’azienda che per decenni ha inseguito il profitto, senza mai programmare un futuro in linea con il progresso delle tecnologie”. Il duro atto d’accusa arriva da Valeria Ghiso, segretaria del circolo vadese di Rifondazione Comunista.

“Un’azienda cieca ai cambiamenti che in tutto il mondo sono in essere: lo sviluppo delle energie alternative e rinnovabili, i protocolli internazionali sull’ambiente, gli studi scientifici e le nuove scoperte – continua Ghiso – Tutto questo in nome del massimo profitto al minimo costo e approfittando dell’immobilismo di quanti, istituzioni e governi in primis, avrebbero dovuto da un lato pianificare politiche industriali e indirizzi energetici nazionali e dall’altro verificare e controllare il rispetto di leggi, accordi e regolamenti”.

“Purtroppo a pagare il prezzo più alto sono come al solito i lavoratori – è l’amaro commento della segretaria del PRC – Questa situazione è servita a tutte le amministrazioni locali e non, come passerella elettorale, sostenendo finte battaglie ambientaliste in una sede e poi altrettanto fintamente le lotte dei lavoratori in un’altra. Le forze che ora governano le nostre città hanno sempre assunto queste posizioni ambigue per favorire le politiche aziendali di una proprietà che vorrebbe trascendere anche leggi nazionali e comunitarie al solo scopo di ottenere il massimo (ma a nostro parere ingiusto) profitto”.

“Dobbiamo costruire un modello industriale che si basi sulla dignità e sui diritti dei lavoratori – propone Ghiso – coniugando la difesa di un ambiente socialmente sostenibile all’impegno per una crescita virtuosa e integrata fra ambiente, salute, lavoro e sviluppo. Non possiamo che esprimere tutta la nostra solidarietà e la sua vicinanza ai Lavoratori in lotta, riaffermando la sua contrarietà alla chiusura della centrale e che lavoro, salute, diritti e dignità non sono solo parole, ma principi inalienabili”.

Commenti

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  1. unbe
    Scritto da unbe

    condivido in pieno. I lavoratori se la devono prendere in primis con i loro padroni che li hanno sfruttati per anni senza preoccuparsi di nient’altro che il proprio tornaconto personale. E ora che il giocattolo si è rotto se ne lavano le mani.

  2. vadaabordocazzo
    Scritto da vadaabordocazzo

    Questi farneticano.
    Il suo sedicente partito comunista è da anni nella rete savonese fermiamo il carbone.
    Si opposero, a suo tempo , sordi e ciechi, ad ogni miglioramento tecnologico dell’impianto ed ora fanno il pianto greco. Ridicolo.
    La risposta a questi qua l’hanno data gli italiani, cancellandoli dal parlamento, ed i vadesi, cancellandoli dal consiglio comunale.
    Il resto è fuffa.

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