"Speriamo nel Vesuvio" è un caso nazionale, il sindaco Pignocca prende le distanze: "Loano non è razzista" - IVG.it

“Speriamo nel Vesuvio” è un caso nazionale, il sindaco Pignocca prende le distanze: “Loano non è razzista” fotogallery

Loano. L’ira e la rabbia dei napoletani, dei meridionali e delle associazioni riprese dai media nazionali per il caso della piazza “Speriamo nel Vesuvio” ha fatto intervenire nella polemica anche il sindaco Luigi Pignocca, che ha preso le distanze dalla scelta fatta dal titolare del locale Mamita di Loano, Yuri Pastore, lanciando un messaggio di vicinanza della comunità loanesi a tutti i meridianali.

Il primo cittadino vuole evitare ogni possibile fraintendimento rispetto al sentimento e ai valori dell’Amministrazione e delle città che rappresenta: “Voglio precisare – dice il sindaco Luigi Pignocca – che la comunità che rappresento è composta da tantissimi loanesi che sono figli e nipoti di immigrati provenienti dal sud Italia”.

“Sono famiglie che hanno contribuito alla crescita di Loano e che oggi dimostrano la stessa disponibilità nei confronti dei nuovi immigrati provenienti da tutto il mondo”.

“Inclusione e diversità sono valori che ogni giorno cerchiamo di trasmettere ai nostri figli. Mi scuso con tutti coloro che hanno letto nel nome della pizza una espressione di razzismo verso i napoletani e più in generale verso il sud d’Italia. Loano non è una città razzista. E’ una città che ama il Sud e che riconosce il grande patrimonio culturale e civile della città di Napoli e dell’intera regione Campania” conclude Pignocca.

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