"Speriamo nel Vesuvio" al Mamita di Loano, la furia di Selvaggia Lucarelli: "Spero in un geyser sotto la pizzeria" - IVG.it

“Speriamo nel Vesuvio” al Mamita di Loano, la furia di Selvaggia Lucarelli: “Spero in un geyser sotto la pizzeria” fotogallery

Loano. Nonostante le spiegazioni di Yuri Pastore, titolare del “Mamita” di Loano, non si placano le polemiche sulla sua idea dai chiamare una delle pizze del menu “Speriamo nel Vesuvio”. Un nome che in poche ore ha fatto infuriare mezza Campania e attirato su Loano lo sguardo di riprovazione di tutto lo Stivale, tanto da costringere il sindaco Luigi Pignocca a chiarire che la sua “non è una città razzista”.

Questa volta a lanciare i suoi strali contro la “pizza razzista” è Selvaggia Lucarelli, la nota blogger ed opinionista televisiva, con (e non poteva essere altrimenti) un post su Facebook. “I miei complimenti al titolare del Mamita, pizzeria di Loano, che ha pensato bene di chiamare una pizza ‘Speriamo nel Vesuvio’ (oltre alle simpatiche ‘Vallanzasca’, ‘Pistorius’ e così via). Aggiunge anche che non cambia nome alla pizza perchè sarebbe un’ammissione di colpa. Bene, confidiamo in un improvviso geyser da sotto il pavimento della pizzeria”.

Un post che, in due ore, ha raccolto 2740 “Mi piace”, 191 condivisioni, 480 commenti. A riprova della grande risonanza che il caso ha avuto a livello nazionale. E tra chi fa ironia (“Uno che abita a Lo-ANO ha poco da scherzare”) e chi prova a smorzare i toni (“Quante polemiche per il nome di una pizza. i problemi sono altri, ci vorrebbe una bella dose di ironia”), il tenore medio è decisamente arrabbiato. “Sputa nel piatto dove mangia”, “Che emerito ipocrita”, “Spero fallisca”.

Paragoni, accuse, spesso insulti. Tanto da scatenare un vero conflitto Nord-Sud, con un emiliano che replica: “A me sembra tanto che i razzisti non siano solo al Nord. Basta leggere alcuni dei vostri commenti per rabbrividire. Meridionali che denigrano la cultura del nord, le nostre tradizioni, la nostra terra. Quando a 10 km da casa mia c’è stato il terremoto che ha ucciso decine di persone ho letto commenti da persone del sud da far accapponare la pelle”.

Tra questi sicuramente quelli che prendono spunto dalla recente alluvione. “Il signore può sperare quanto vuole… il nostro Vesuvio ci ama e riposa tranquillo… non si può dire lo stesso dei loro fiumi”, oppure “Pizza Genova. Ingredienti: pesto, stracchino e fango. Vi fa ridere? A me no”.

Le accuse partono dal presupposto che l’espressione indichi (un po’ come il celebre “O Vesuvio lavali col fuoco” in voga negli stadi) il desiderio che il vulcano erutti. E a nulla è valsa la spiegazione del titolare, che ha rivelato il vero significato dell’espressione: “Ho scoperto che secondo alcuni studi il Vesuvio è prossimo a eruttare, e io intendevo quindi dire proprio il contrario, ‘speriamo che non erutti’. Ora lo farò aggiungere sui menu come didascalia”.

Pastore ha anche spiegato che, come si evince dal suo cognome, i suoi nonni sono meridionali (di Benevento). Invano, la furia non si placa.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.