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Piaggio, è il giorno di Renzi. Ma Pasa lo attacca: “Troppo facile fare passerelle, risolva i problemi” fotogallery

Villanova d’Albenga. “La vertenza della Piaggio non è ancora conclusa”. A ribadirlo è Andrea Pasa, segretario di Fiom Cgil, all’alba del “gran giorno”: è atteso infatti in queste ore l’arrivo del presidente del consiglio Matteo Renzi all’aeroporto Panero per il taglio del nastro del nuovo stabilimento di Villanova.

Nonostante la probabile festa di oggi, però, rimangono ancora aperti vari problemi, legati principalmente al tema delle esternalizzazioni. Alcuni degli operai in predicato di lasciare Piaggio per passare in Laer sono già fuori dallo stabilimento: cercheranno, durante la visita di Renzi, di far pervenire al premier un volantino di protesta.

Le ragioni dello scontento le spiega Pasa: “Manca l’accordo sulle questioni economiche e normative per i lavoratori che andranno in Laer, non vi sono notizie sulle tempistiche di assorbimento dei lavoratori da Piaggio a Laer, e soprattutto non vi sono le clausole di garanzia che Piaggio deve garantire su occupazione e attività in momenti di difficoltà del soggetto Laer”.

“Solo quando saranno trovate queste soluzioni, come del resto cita l’accordo presso il Mise che lo scorso mese di giugno tutti abbiamo sottoscritto, si potrà dire di avere garantito a tutti occupazione e prospettive – insiste Pasa – Oggi questo non vi è ancora, e quindi non si può dire che l’inaugurazione del nuovo stabilimento sia una festa”.

“Ci sono problemi aperti, ma è fuori di dubbio, che la costruzione di un nuovo stabilimento in questo territorio sia una cosa importantissima – tiene però a precisare il sindacalista – arriva a tredici anni dalla prima discussione e arriva soprattutto a vent’anni dalla lotta che i lavoratori di Finale hanno fatto (era il 1994) per salvaguardare sul territorio questa azienda e quindi permettere oggi questa iniziativa”.

La Fiom di Savona, oggi, sarà presente a questo evento, “perché non passi il messaggio che tutta questa strada sia stata fatta grazie al governo o ancor meno al presidente del consiglio. I lavoratori hanno difeso e saputo rilanciare questa azienda, in un momemto in cui tutti la davano per chiusa. E’ profondamente ingiusto che la Piaggio, per una giornata cosi importante non abbia dato ai lavoratori che ancora sono nello stabilimento di Finale Ligure la possibilita di partecipare, e nello stesso tempo abbia dato la disponibilità ad alcuni soggetti istituzionali che nulla hanno a che vedere con la vicenda Piaggio e più in generale con l’industria e il sistema produttivo di questo territorio”.

“A volte, e proprio in questi momenti, è necessario avere rispetto delle persone, di ciò che hanno fatto in passato e di ciò che potrebbero fare in futuro – attacca Pasa – è davvero avvilente la decisione dell’impresa, che anche su nostro sollecito è rimasta ferma sulle proprie posizioni e non ha consentito di partecipare a tutti i lavoratori di Finale e Genova”.

“Il presidente del consiglio arriva in un territorio che ha la più alta percentuale di disoccupazione tra le provincie del nord e centro Italia – ricorda il segretario di Fiom – e dove ci sono decine di vertenze industriali non del tutto risolte, che potrebbero provocare centinaia di nuovi disoccupati nei prossimi 2 o 3 mesi. Sarebbe stato molto più utile che avesse messo a disposizione la sua innata capacità di risolvere i problemi al servizio di un pezzo di Italia, la nostra provincia: risulta davvero troppo semplice venire a fare passerelle e lanciare spot in situazioni come quella della Piaggio a Villanova”.

“Il presidente del consiglio con tutte queste inaugurazioni a cui prende parte, dovrebbe ormai avere imparato che l’economia può ripartire solo se si mettono in moto investimenti privati o pubblici – conclude Pasa – La vicenda Piaggio ne è l’emblema. Non è passando attraverso il taglio dei diritti di chi lavora che in futuro si avranno più occupati, la storia degli ultimi due anni lo dimostra: fino a quando le ricette del governo saranno fondate sul peggioramento della vita dei lavoratori noi lo contrasteremo”. E proprio per questo anche la Fiom di Savona il prossimo 14 novembre prenderà parte allo sciopero generale e alla manifestazione di Milano, perché “davvero, senza lavoro non c’è futuro”.

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