Cronaca

Crac della “Fratelli Appendino”: l’imprenditore latitante rinviato a giudizio

Borgio Verezzi. Nell’ottobre del 2009 aveva svuotato i magazzini della sua ditta e poi era sparito nel nulla dando il via, di fatto, all’apertura di un’inchiesta per bancarotta fraudolenta. Da allora Fulvio Appendino, che era titolare dell’omonima ditta in regione Bottasano a Borgio Verezzi, risulta essere latitante, ma questo non ha impedito all’indagine sul crac finanziario della sua azienda di proseguire. E questa mattina il caso è approdato in un’udienza preliminare dove Appendino è stato rinviato a giudizio dal giudice Fiorenza Giorgi.

All’imprenditore, che è difeso dall’avvocato Rocco Varaglioti, vengono contestate le accuse di truffa e alcuni reati fallimentari tra cui la bancarotta fraudolenta. Secondo l’accusa il crac della “Fratelli Appendino”, che operava nel settore del commercio di detersivi e prodotti di carta per strutture turistiche e imprese, aveva danneggiato almeno otto società sparse nel territorio nazionale nessuna delle quali però ha scelto di costituirsi come parte civile nel procedimento.

La notizia della “sparizione” di Appendino (secondo gli inquirenti era partito per il Paraguay, il paese d’origine della sua convivente) aveva destato molto scalpore soprattutto per le modalità con cui era avvenuta: da un giorno all’altro infatti l’imprenditore aveva svuotato il magazzino, gli uffici e i conti correnti facendo perdere le sue tracce. Di lì era scattata l’inchiesta della Procura che aveva ricostruito la situazione patrimoniale e finanziaria della ditta e contestato la bancarotta fraudolenta per il suo amministratore.

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