Consiglio regionale, misure per SIC e aree protette: rinvio in commissione

area marina protetta di Portofino

Liguria. Il Consiglio regionale ha deciso il rinvio in commissione di una mozione, che ha come firmatari Antonino Oliveri e Nino Miceli del Pd, con il quale si impegnavano il presidente e la giunta regionale ad attivare iniziative nell’immediato futuro per coinvolgere le amministrazioni locali e associazioni di categoria agricole, forestali, turistiche nelle procedure di predisposizione e di adozione delle misure di conservazione dei SIC (Siti di interesse comunitario) e delle ZPS (Zone di protezione speciale) liguri;

La mozione impegna a tener conto, nella predisposizione delle misure e dei piani, della necessità di calare gli obiettivi e le azioni generali previste dalle normative comunitarie e nazionali nella specificità del territorio ligure, per sostenere le attività economiche esistenti, superando logiche vincolistiche ed inutili appesantimenti burocratici; oltre a dotare di adeguate risorse finanziarie gli enti gestori dei SIC e delle ZPS liguri prevedendo le opportune integrazioni con gli strumenti finanziari della programmazione comunitaria 2014-2020, in particolare del Piano di Sviluppo Rurale e del POR FESR.

A sollecitare il rinvio in commissione è stato il gruppo della Lega Nord Liguria Padania che ha sottolineato la necessità di rivedere il sistema dei Sic e Zps, a livello regionale, per evitare che “ingessino il territorio”, ponendo ostacoli ad attività agricole, sportive ed in particolare di manutenzione del territorio stesso (ad esempio – è stato sottolineato – la realizzazione di muretti a secco che contengono i versanti delle colline).

La proposta di rinvio è stata accolta dal primo firmatario, Antonino Oliveri, che ha detto: “Poiché quanto è stato espresso ha un intento costruttivo, non ho difficoltà a prevedere un passaggio in commissione”.

Nella sua relazione introduttiva, tesa a spiegare la mozione, Oliveri aveva spiegato che l’intento è quello di alzare l’attenzione su un argomento poco dibattuto, ma in realtà molto importante per il territorio ligure, sottolineando che le misure di salvaguardia di carattere generale a volte si traducono in vincoli molto restrittivi, almeno fino a che non vengono approvati Piani di gestione. A suo avviso, quindi, in una fase in cui le misure vengono declinate sul territorio “è necessario che le stesse vengano concordate da chi deve applicarle e osservarle”.

Ha inoltre puntualizzato: “La direttiva comunitaria da conto del fatto che queste misure, al di là degli aspetti vincolistici e normativi, devono considerare le necessità di chi vive sul territorio. Servono quindi misure che non siano prigioniere di vincoli burocratici e si coniughino anche con la possibilità di attivar risorse. Cito, ad esempio, il Piano di sviluppo rurale”. Ha concluso: “Bisogna superare logiche meramente vincolistiche e attivare forme di sostengo finanziario”.

Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha spiegato che nelle zone Sic è resa quasi impossibile l’attività antropica “e non stiamo parlando di nuove edificazioni, ci mancherebbe altro – ha precisato – In queste aree è impossibile, ad esempio, fare i boscaioli o costruire i muretti a secco, che pure salvaguardano il territorio impedendo i movimenti franosi”. Bruzzone ha quindi proposto una revisione dei Sic con il coinvolgimento dei Comuni e con attente verifiche sul territorio.

Del medesimo avviso Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) il quale ha anche sottolineato che il bosco abbandonato a se stesso, senza l’intervento dell’uomo, non può sopravvivere ed è comunque possibile causa di dissesto. Anche per Gino Garibaldi (Nuovo Centro Destra) è necessario un rinvio in commissione, per rivedere il sistema dei Sic, sottolineando che, così come applicati oggi, non aiutano a combattere l’abbandono del territorio.

E’ stato poi Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) a formalizzare la richiesta di rinvio in commissione.

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