Albissola, un codirosso "incollato" in una trappola per topi: affidato all'Enpa - IVG.it

Albissola, un codirosso “incollato” in una trappola per topi: affidato all’Enpa

codirosso spazzacamino

Albissola M. Disavventura per un esemplare di codirosso spazzacamino che ieri è stato trovato in piazza Concordia ad Albissola Mare completamente “incollato” in una trappola per topi ed insetti. L’uccellino, trovato da una passante, è stato prima consegnato alla veterinaria Annamaria Pomarici e poi ai volontari della Protezione Animali Savonese.

“Ci vorranno numerosi e minuziosi lavaggi con solventi per liberarlo; ma ciò non basterà, perché molte penne e piume sono irrimediabilmente rovinate ed occorrerà attenderne la ricrescita naturale, quindi mesi di calvario per il volatile e tanto tempo dei volontari, prima di poterlo rimettere in libertà guarito. E’ un uccello monogamo che si ciba di insetti e piccoli frutti, è parzialmente migratore ma non teme la vicinanza dell’uomo e si sta espandendo dai boschi originari alle città, dove nidifica negli anfratti degli edifici” spiegano dall’Enpa.

“La colla per topi ed insetti è un metodo barbaro per eliminare animali non graditi, che vi rimangono intrappolati e vengono ‘buttati via’, finendo per morire lentamente ed atrocemente di fame e sete. Ma la trappola, purtroppo di libera vendita, malgrado la Protezione Animali ne chieda da tempo il divieto, non uccide solo l’animale bersaglio ma innocui gechi, pipistrelli, farfalle, uccelli e qualsiasi essere vivente che abbia la sventura di venirne a contatto” spiegano dall’associazione animalista.

“Rilanciamo i nostri appelli ai Comuni perché vietino la vendita della colla per topi, alle drogherie perché non la vendano più, ai cittadini perché non la acquistino e non la usino. E’ infatti una micidiale miscela di polibutilene e poliisobutilene, la cui ‘scheda di sicurezza’ non è tranquillizzante neppure per gli umani; esistono infatti metodi incruenti ed efficaci per tenere lontani i topi dai luoghi abitati, senza dover condannare loro ed altri animali ad una morte atroce” concludono dall’Enpa.

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