Cronaca

Violenza all’Alberghiero, gli studenti in difesa: “Nessuna violenza, era uno scherzo”. Si valuta la messa alla prova?

alberghiero finale

Finale L. E’ ripreso questa mattina il processo ai quattro studenti dell’alberghiero di Finale Ligure accusati di violenza sessuale nei confronti di una compagna sedicenne. Dopo che nell’ultima udienza erano stati sentiti la presunta vittima ed il professore che quel giorno, era il 31 gennaio scorso, aveva sorpreso la studentessa insieme a quattro compagni nello spogliatoio maschile dell’istituto Migliorini, oggi sono stati sentiti gli imputati.

I quattro ragazzi, due dei quali erano già stati sentiti in precedenza, secondo quanto trapelato, hanno ribadito che si trattava di uno scherzo e che non c’era nessuna volontà di molestare la compagna. Le loro versioni sulla ricostruzione dell’episodio avvenuto nello spogliatoio, su alcuni dettagli, sarebbero state parzialmente discordanti. Tutti gli studenti sarebbbero però stati concordi nel ribadire che non sia stata commessa nessuna “violenza”, ma che stavano solo scherzando (uno di loro avrebbe anche spiegato di essersi trovato coinvolto per caso e di non essersi accordato coi compagni).

Dopo le audizioni degli imputati è stata la volta di alcuni professori (uno di educazione fisica, uno di sala, uno di sostegno ed uno di matematica) e di alcune compagne di scuola dei ragazzi. I docenti, dopo che la presunta vittima degli abusi nella sua deposizione aveva ipotizzato che alcuni di loro potessero aver assistito a precedenti episodi di molestie, hanno negato di aver mai assistito a comportamenti scorretti. Tutti i prof hanno negato di aver ripreso in precedenza gli imputati o di aver visto atteggiamenti non conformi nei confronti della studentessa.

Ultimate le audizioni dei testimoni, è stata fissata la data per la discussione del processo che sarà a fine novembre. Data nella quale i difensori degli studenti finiti a giudizio dovranno anche comunicare se intendono prestare il consenso alla messa alla prova oppure no. Una delle ipotesi per gli studenti infatti è proprio quella di definire il procedimento attraverso la messa alla prova, un istituto che affida il minorenne ai servizi minorili per lo svolgimento, anche in collaborazione con i servizi locali, delle opportune attività di osservazione, trattamento e sostegno. Terminato il periodo di “recupero”, se il minore lo ha superato, il reato viene estinto. Una soluzione che, di fatto, presupporrebbe un’ammissione di responsabilità da parte degli studenti che, al contrario, continuano a ritenersi “non colpevoli” rispetto a quanto gli viene imputato.

I quattro, che erano stati arrestati lo scorso 10 febbraio, devono rispondere delle accuse di violenza sessuale di gruppo (tutti) e reiterata (soltanto tre degli imputati). Ai ragazzi viene contestato infatti di aver aggredito nello spogliatoio maschile della scuola, il 31 gennaio scorso, la compagna sedicenne costringendola a “simulare” un atto sessuale. Quello sarebbe stato solo l’ultimo di una serie di episodi di molestie: la ragazza ai carabinieri aveva infatti raccontato di essere stata vittima da settimane di “attenzioni particolari” da parte degli indagati che, in diverse occasioni, l’avrebbero palpeggiata sul seno e sul sedere. Abusi, avvenuti sempre a scuola durante i momenti di assenza degli insegnanti, che la giovane avrebbe subito in silenzio, senza raccontare né ai professori né a casa quello che stava succedendo. Fino all’episodio dello spogliatoio dopo il quale si era decisa a raccontare tutto.

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