Cronaca

Violenza all’alberghiero di Finale, tra versioni contrastanti e contraddizioni spuntano anche nuove accuse

alberghiero finale

Finale L. Versioni così contrastanti da essere ritenute incompatibili. Da una parte c’è il racconto della vittima, la studentessa sedicenne che accusa quattro compagni di scuola di violenza sessuale, dall’altro c’è quello di uno dei suoi professori, docente dell’alberghiero di Finale Ligure. Questa mattina entrambi hanno deposto al processo che vede a giudizio quattro studenti dell’istituto finalese davanti ai giudici del tribunale per minori.

La presunta vittima non solo ha confermato tutte le accuse già formulate contro i compagni, ma, a sorpresa, secondo quanto trapelato avrebbe tirato fuori un altro episodio “grave” nel quale sarebbe stata molestata in maniera simile allo spogliatoio. Un fatto tutto da verificare, ma che sarebbe da inserire tra gli episodi di molestie più “lievi” (i palpeggiamenti dei quali aveva già raccontato ai carabinieri) e quello finora ritenuto più grave del 31 gennaio. Nel mezzo ci sarebbe stata quindi un’altra occasione nella quale, sempre gli stessi ragazzi, l’avrebbero trattenuta con la forza e schiacciata contro il muro. Ancora una volta quindi una sorta di “simulazione” dell’atto. Accuse che, per ora, hanno ancora i contorni sfumati.

A contrastare con il racconto della sedicenne (che avrebbe detto di essere stata “trascinata”, “sollevata a dietro” da un compagno che gli teneva anche la mano sulla bocca tanto da impedirle di gridare) c’è la deposizione del professore che ha confermato di averla vista entrare nello spogliatoio, ma ha precisato di essere entrato a sua volta nello stanzino nel giro di pochi secondi, il tempo di percorrere il corridoio. Qui ci sarebbero diversi particolari nei racconti che non combaciano: a partire proprio dai tempi per arrivare alle posizioni degli studenti nello spogliatoio, al fatto che non ha sentito urla o richieste di aiuto, ma anche ai vestiti indossati (per la ragazza il compagno aveva i pantaloni abbassati, il prof ha detto che era senza maglietta perchési stava cambiando).

Particolari che potrebbero quindi assumere una rilevanza non da poco per l’esito del processo. La ragazza è sempre stata ritenuta attendibile dagli inquirenti, ma anche il racconto del professore è presumibile che sia condiderato tale. Proprio alla luce di alcune contraddizioni emerse in aula uno dei legali aveva avanzato un’istanza per chiedere il proscioglimento del suo assistito per non aver commesso il fatto: “A seguito dell’escussione della Persona Offesa ed ancora prima di escutere il professore, è stata da me addirittura avanzata istanza per l’ottenimento di una sentenza assolutoria – fin da subito – per il mio cliente, ai sensi dell’art. 129 c.p.p” ha precisato l’avvocato Rocco Varaglioti la cui istanza è stata però respinta.

La speranza è che maggiore chiarezza sull’episodio possa arrivare dopo le audizioni dei prossimi testimoni: altri docenti e compagne della studentessa, ma anche la psicologa che collabora con il “Migliorini”.

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