Tirreno Power, concluso incontro con i sindacati: l’azienda conferma impegno ma il rischio chiusura non è scongiurato

Vado Ligure. “L’azienda ci ha anticipato quello che temevamo, ossia che i risultati del Parere Istruttorio Conclusivo emesso dalla commissione nazionale sono duri: il rispetto dei nuovi parametri ristrutturando i vecchi gruppi a carbone è tecnicamente complicato da applicare alla centrale”. È quanto dichiara Fulvia Veirana, segretario generale Cgil Savona, al termine dell’incontro tra i vertici di Tirreno Power e i sindacati, nel quale l’azienda non ha annunciato la chiusura definitiva dell’impianto ma si è impegnata a provare a mantenerlo.

“All’azienda abbiamo chiesto di confermare gli investimenti, il piano industriale e l’interesse su Vado e di fare tutte le osservazioni necessarie propedeutiche alla fine del percorso di autorizzazione dell’Aia – continua Veirana – Tirreno Power ci ha detto che lo farà e che anche gli azionisti faranno di tutto per mantenere la centrale”.

“Non sappiamo ancora concertezza se la chiusura definitiva è scongiurata – afferma la sindacalista – Credo che tutto dipenda dall’esito dell’iter dell’Aia, che sarà il documento con cui la centrale potrà ripartire, se ne avrà le possibilità. Ai dirigenti di Tirreno Power chiediamo di dimostrare discontinuità rispetto alle scelte passate dell’azienda e affidabilità nel rispetto delle regole e che le regole siano, però, rispettabili”.

“”Il Movimento 5 Stelle ha riportato dati su centrali a gas, non a carbone. Poi c’è una centrale nuova, costruita pochissimo tempo fa, che è l’unica su tredici in Italia ad avere dati emissivi nell’Aia inferiori a quelli previsti dal Pic di Vado. Sulle centrali di pari età ed entità i limiti, invece, sono quasi doppi e va capito perchè”, spiega Veirana.

“Noi abbiamo fatto uno studio su tutte le Aia rilasciate sul territorio nazionale e risultano diverse. Ci rivolgeremo al presidente del Consiglio Renzi per chiedergli come mai questi dati sono così e cosa la commissione nazionale ha inteso fare – dice la segretaria savonese Cgil – Se c’è un problema sanitario lo Stato deve intervenire subito, se non c’è in questa centrale bisogna lavorare capendo con quali limiti”.

Intanto è già cominciata l’altra assemblea, quella tra sindacati e lavoratori, indotto compreso, in cui le organizzazioni sindacali potrebbero proporre un presidio nella giornata di domani davanti alla Prefettura di Savona.

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