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Silp-Cgil, affollata assemblea in Questura: sì all’unificazione delle forze di polizia

Savona. Si è tenuta nella mattinata odierna presso la sala riunioni della Questura di Savona una affollata assemblea durante l’orario di organizzata dalla segreteria provinciale del sindacato Silp-Cgil, che ha visto la presenza del segretario nazionale Daniele Tissone: al centro lo sblocco del tetto salariale e l’annunciata revisione dei presidi di Polizia sul territorio, ribadendo chiaramente che l’unificazione delle forze dei polizia è l’unica prospettiva concreta per garantire il comparto sicurezza.

Tissone , lanciando l’allarme legato agli annunci fatti dal Governo sugli ulteriori tagli e ridimensionamenti, sottolinea come i ripetuti tagli alle risorse e al personale stanno compromettendo le condizioni di vita e di lavoro degli operatori di Polizia rendendo sempre più difficile dare risposte adeguate alla domanda di sicurezza dei cittadini. “Da anni si assiste a una continua e costante emorragia di personale, mezzi e risorse: 2000 poliziotti in pensione o riformati ogni anno e blocco del turn over al 55% ed, inoltre, il perdurante blocco del tetto stipendiale che “diminuisce fortemente il reddito di operatori e famiglie”.

“I continui tagli hanno una ripercussione diretta sulle retribuzioni delle Forze dell’Ordine. Gli effetti dei blocchi, in particolare quelli relativi a promozioni e scatti di anzianità, che perdurano dal 2012 e che si estendono anche all’anno in corso, producono una perdita media mensile di circa 300 euro lordi per singolo operatore che si somma, suo malgrado, con i tagli alla sicurezza da destinare all’intera collettività. Senza contare l’incidenza delle addizionali regionale e comunale il cui aumento ha provocato una riduzione del reddito medio pro capite da 40 a 60 euro mensili netti a seconda della qualifica. (per es: a Savona l’addizionale regionale è aumentata da 0,90% a 1,73% e quella comunale da 0,33% a 0,80%)”.

“A tutto ciò si aggiunge l’annunciata chiusura da parte del Governo di 40 Questure sulle 103 esistenti e di 300 presidi di Polizia, con ulteriori tagli anche alle autovetture di servizio, agli equipaggiamenti e alle strumentazioni dei reparti o del personale. Elementi che lasciano facilmente prevedere un futuro difficile per il lavoro della Polizia e la domanda di sicurezza dei cittadini, senza contare le sempre più frequenti emergenze che ci si trova a gestire. Dal 2009 ad oggi i tagli imposti al Dipartimento di pubblica sicurezza sono nell’ordine di 300 milioni annui e la spending review ha programmato ulteriori detrazioni fino al 2015.
Silp e Cgil ritengono che la soluzione agli attuali problemi dimensionali, economici e gestionali della Polizia e più in generale delle forze di sicurezza sia l’unificazione di Polizia e Carabinieri”.

“Oggi possiamo affermare che l’attuale suddivisione delle Forze di Polizia, voluta dalla legge 121/1981 (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato), non è più in grado di intercettare e risolvere i temi e i bisogni della sicurezza, individuale e collettiva dei cittadini. La nuova frontiera è pertanto l’istituzione di una sola Polizia a competenza generalista, sotto la responsabilità diretta del Ministero dell’Interno, che da subito potrebbe avvalersi di quasi 220 mila donne e uomini tra Polizia di Stato e Carabinieri, restituendo ai servizi specifici la Guardia di Finanza, la Polizia
Penitenziaria ed il Corpo Forestale dello Stato e soprattutto raggiungendo un obiettivo di taglio alla spesa di 3 miliardi di euro” conclude Tissone.

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