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Il racconto di Vanni Oddera: “Così ho salvato il fungaiolo disperso a Mioglia”

Mioglia. “Ancora una volta la mia ktm ha riportato il sorriso sulla bocca di qualcuno”. A parlare è Vanni Oddera, il famoso campione di motocross freestyle: c’era anche lui la notte tra il 5 e il 6 ottobre nei boschi di Mioglia, durante le ricerche dell’anziano fungaiolo di 76 anni disperso dal pomeriggio (qui la cronaca dell’intervento).

Il 76enne era uscito di casa intorno alle 14.30 per andare a trovare un amico a Pontinvrea; intorno alle 18.30 aveva dato l’allarme, dicendo di essersi smarrito noi boschi e di aver perso l’orientamento. Era stato lui stesso, con il telefono cellulare, ad allertare il 118, che a sua volta aveva messo in moto la macchina dei soccorsi. Sul posto, una località abbastanza impervia, avevano operato soccorso alpino, vigili del fuoco, personale sanitario, i soccorsi speciali (S.M.T.S.) della Croce Rossa e i volontari della protezione civile di Urbe-Pontinvrea con l’unità cinofila.

Alla fine l’uomo era stato ritrovato intorno alle 2 di notte, mentre camminava in perfette condizioni di salute, tanto che non si era reso nemmeno necessario il trasporto in ospedale. A ritrovarlo per primo, si scopre ora, proprio il campione nostrano di motocross, allertato da alcuni volontari nel corso delle ricerche.

Quella sera, racconta Vanni Oddera, “stava per compiersi una grande tragedia. Come spesso accade, un anziano signore che ha passato la vita nei boschi, decide di fare un giro per i sentieri che tante volte ha percorso, in cerca di funghi, ma la salute non è più quella di una volta e, soprattutto, non lo è più la memoria, cosicché questo simpatico nonnino perde irrimediabilmente l’orientamento venendo sopraffatto dal buio, stanchezza e sconforto, non lontano dalla via del ritorno, che proprio pare non volersi fare trovare”.

“Quando i familiari danno l’allarme, i soccorsi partono prontamente – ricorda il freestyler – I volontari affiancano le forze dell’ordine con i Defender e perlustrano come possono il bosco, ma l’appenino ligure è scosceso, la macchia mediterranea è fitta ed arrivare ovunque a piedi e con i fuoristrada non è davvero possibile. I tanti volontari e forze dell’ordine, più di duecento, che in questo nostro Paese sono sempre presenti e danno anima e corpo per aiutare il prossimo, iniziano a disperare. Dopo otto ore di lavoro non lo avevano ancora trovato, poi uno di loro ha un’idea: ‘Chiediamo a Vanni, lui conosce molto bene i boschi, ma soprattutto lui, con la sua moto, può volare nei boschi più velocemente di tutti noi”.

Vanni riceve la telefonata alle 23:30 e, tempo di infilare gli stivali e saltare in sella alla sua KTM da enduro, parte: “In pochi minuti ho raggiunto il coordinamento delle ricerche dove mi è stato fornito un gps: poche decine di secondi per metterlo al polso ed ascoltare quali zone erano già state perlustrate e via… full gas”.

“Tante volte avevo percorso quei boschi in meravigliose giornate di free ride con la testa sgombra e la gioia nel cuore. Quella sera la testa non era sgombra – ricorda – un unico pensiero, dovevo trovare quel povero vecchietto che era solo, al freddo e al buio. Con la mia moto sfrecciavo, certo che se fosse stato nelle vicinanze avrebbe sentito il rombo del motore e poi quando mi trovavo dove avrei potuto agevolmente sentirlo mi fermavo. Il buio ed il silenzio della notte mi avvolgevano, gridavo il suo nome, attendevo con ansia una sua risposta, poi riaccendevo al volo il motore ed ripartivo”.

Una lunga ricerca nella notte, e alla fine il sollievo: “In pochissimo tempo ho percorso quasi 100 km, con il cuore in gola e l’ossessione di volerlo trovare vivo ed in salute, fino a che l’ennesima volta in cui spegnevo la moto, l’ennesima volta in cui a gran voce, nel silenzio, ho gridato il suo nome, una voce flebile ed affaticata mi ha risposto in dialetto dal bosco… ‘Sono qui’… ed in un attimo ho mandato la posizione per il recupero”.

“I vigili del fuoco sono rimasti a bocca aperta per l’agilità e l’utilità che ha la moto in questi casi – conclude Oddera – Veloce, sicura e inarrestabile”. Ma l’ultimo pensiero è per le forze dell’ordine: “Carabinieri e Vigili del fuoco sono angeli scesi in terra. Grazie”.

Commenti

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  1. Scritto da rapalino

    Un esempio di come ingiustamente vengano bistrattati i fuoristradisti, sempre additati come vandali o crimainali e talvolta colpiti con cavi d’acciaio tesi lungo i sentieri.

    GRAZIE VANNI SEI TUTTI NOI!!!!!!!!!!!!!!!1

  2. sandokan2000
    Scritto da sandokan2000

    Bravo Vanni. La moto è proprio l’ideale per ricerche di questo tipo. Meglio degli ingombranti fuoristrada. Strano che nessuno abbia mai pensato di fare un corpo di ricerca attrezzato con moto da enduro

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