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“Articolo 18: un bene comune”: se ne parla con Sel e Prc a Vado foto

Vado L. I circoli territoriali di Vado Ligure-Quiliano di Rifondazione Comunista e Sel hanno organizzato per domani sera, alle 20,45, nella Soms “Pace e Lavoro” della Valle di Vado un incontro con i cittadini per discutere sull’articolo 18. All’evento interverranno Maria Gabriella Branca (avvocato del lavoro) e Giorgio Bonorino (dipendente Bitron). Il dibattito sarà invece moderato da Andrea Bosio.

“Il governo Renzi ora vuole cancellare definitivamente l’art. 18, aumentando sempre di più la precarietà del lavoro e rendendo i lavoratori sempre più ricattabili e sottomessi. In una realtà come quella di Vado e Quiliano dove moltissime imprese chiudono o riducono l’occupazione, se fosse attuata anche quest’ultima controriforma, il danno per i lavoratori sarebbe enorme e irrecuperabile. E’ quindi necessario che si operi una mobilitazione forte ed unitaria su tutte le tematiche del lavoro, dalla difesa dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori alla eliminazione delle forme di precariato, dal ritorno della contrattazione collettiva alla ricerca di strumenti che rilancino veramente la produttività e quindi l’occupazione” spiegano la Segretaria del circolo Prc (Vado Ligure-Quiliano) Valeria Ghiso e la Coordinatrice del circolo di Sel (Vado Ligure-Quiliano) Nadia Ottonello.

“Come recita l’art. 1 della nostra Costituzione l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La difesa dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori è quindi una battaglia di civiltà democratica che guarda al futuro, non al passato. Lungi dal rappresentare un privilegio di pochi, il diritto alla reintegrazione in caso di licenziamento illegittimo non è solo il mezzo che permette ai lavoratori ingiustamente licenziati di poter di nuovo lavorare, ma è anche lo strumento per consentire ai lavoratori di poter esercitare i loro diritti e migliorare le loro condizioni di lavoro e di vita” proseguono Ottonello e Ghiso.

“L’eliminazione delle ingiustizie tra chi è tutelato dalla reintegrazione e chi no, obiettivo certamente condivisibile, passa attraverso la progressiva estensione delle tutele a chi non ce l’ha, non attraverso l’abrogazione di quelle che già esistono” concludono dai circoli di Sel e Rifondazione Comunista.

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