Albenga, un gruppo Facebook in difesa di ospedale e ferrovia: "Traditi e offesi su salute e mobilità" - IVG.it
Politica

Albenga, un gruppo Facebook in difesa di ospedale e ferrovia: “Traditi e offesi su salute e mobilità”

gruppo Facebook

Albenga. Dove sembra che la politica non possa arrivare, si tenta la carta del social network: un gruppo di amici tra cui Pier Franco Quaglieni (Centro Pannunzio), Alessandra Zunino Segre (minoranza di Garlenda) e Chiara Spadoni, hanno dato vita al gruppo Facebook “Difendere l’ospedale di Albenga e la ferrovia”.

Un’iniziativa che ha immediatamente riscosso successo: in poche ore sono arrivate oltre 600 adesioni (nel momento in cui scriviamo sono 674). “C’è il reale pericolo che l’ospedale di Albenga venga chiuso, lasciando il territorio senza presidi sanitari – spiegano i tre nel gruppo – con l’effetto di mandare in crisi la struttura di eccellenza del Santa Corona”.

“L’ospedale deve già affrontare l’emergenza del Pronto soccorso, che opera con attese già oggi non accettabili – continuano – La chiusura dell’Ospedale darebbe un colpo mortale alla sanità dell’intero comprensorio. A parte la beffa incredibile di un ospedale nuovo che chiude, ma la stessa cosa è già accaduta per il tribunale” ricordano.

Secondo punto, i treni: “Le ferrovie non possono eliminare i treni senza cambio a Savona – attaccano i fondatori del gruppo – significa un declassamento della linea rivierasca che già non avrà il raddoppio. Tutti i treni da Torino esigono il cambio a Savona. Chi si reca ad Alassio deve cambiare anche ad Albenga. Non hanno neppure aggiornato il sito di Trenitalia, lasciando credere che tutto è come nel corso dell’estate”.

Il gruppo Facebook propone di “scendere in piazza senza urla e schiamazzi, con la nostra dignità di cittadini traditi e offesi nei diritti irrinunciabili alla salute e alla mobilità. Chiediamo ai Sindaci del comprensorio di guidare la protesta fuori da ogni logica politica. Il gruppo intende unire per creare una forza capace di indurre a correggere errori e mancanze, ponendosi in una posizione rigorosamente apartitica”.

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