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Tirreno Power, per l’AIA arriva il “metodo-Concordia”: via libera dalla giunta regionale

Vado Ligure. Il dado è tratto e dopo le riunioni di questa settimana oggi è arrivata la delibera della giunta regionale in previsione del rinnovo dell’Autorizzazione integrata Ambientale per la centrale di Vado Ligure. Il futuro della centrale termoelettrica Tirreno Power è “scritto”: ora bisognerà capire se quanto deciso dalla Regione sarà ratificato anche da comuni e provincia e se sarà sufficiente per convincere Ministero della Salute e dell’Ambiente a chiudere la procedura e a fissare la data per la concessione dell’AIA basata sui nuovi livelli emissivi.

Questa mattina il primo via libera propedeutico alla riunione della settimana prossima è arrivata dalla giunta regionale del governatore Claudio Burlando che, prendendo atto della volontà di Tirreno Power di abbandonare il progetto di rifacimento dei due gruppi a carbone, ha proposto di adeguare alle MTD (Migliori tecnologie disponibili) i gruppi esistenti.

Nello specifico Tirreno Power aveva individuato due fasi: la prima della durata di circa 18 mesi per i lavori necessari all’adeguamento degli impianti e la seconda quella della piena operatività dei gruppi ammodernati. Le due fasi saranno, secondo la delibera approvata oggi, contraddistinte da due livelli emissivi, visto che l’adeguamento tecnologico delle caldaie senza rifacimento integrale non potrebbe consentire il rispetto dei limiti emissivi inferiori delle MTD e che tali livelli saranno quelli previsti dalla legislazione vigente, sia nazionale che europea.

Nella delibera viene anche messo nero su bianco il fatto che dal monitoraggio dell’aria, a seguito dal blocco degli impianti nel mese di marzo, non risulta alcuna variazione significativa sui dati di inquinamento nella zona di Vado e Quiliano. Restano, tra gli altri, gli obblighi per l’azienda di dover provvedere alla copertura del carbonile e dell’installazione del sistema di trattamento del Boro.
Ma la delibera della Regione si è espressa anche sui parametri SO2, NOx, CO e polveri, ovvero i livelli emissivi che la centrale dovrà rispettare. La diminuzione tra la prima fase e la seconda è notevole: ad esempio la delibera prevede di passare dai 180mg/Nmc mensili di SO2 ai 130mg/Nmc, oppure dai 18mg/Nmc ai 13mg/Nmc per le polveri.

Ora la palla passa ai comuni di Vado e Quiliano e alla Provincia di Savona, che lunedì dovranno approvare la medesima delibera nelle rispettive giunte. La decisione, infatti, è quella di arrivare a Roma con quattro delibere di giunta “fotocopia” per dimostrare l’unità d’intenti del territorio. Questa modalità è stata la stessa adottata da Regione e Comune di Genova per la Costa Concordia: l’obiettivo è arrivare al tavolo del 1° ottobre a Roma mostrandosi uniti e convinti come mai il territorio savonese era stato negli ultimi anni. Questa, potrebbe essere la chiave di volta nella decisione dei ministeri per il rilascio della nuova AIA e consentire così una possibile riapertura del sito produttivo, se ci sarà l’ok anche dell’Autorità Giudiziaria.

Commenti

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  1. fabryd
    Scritto da fabryd

    Cioè, riassumendo… l’azienda dice “non cambio più i gruppi a carbone ma adeguo gli attuali alle MTD, pertanto avrete meno emissioni di prima ma più di quelle che avreste avuto se avessimo cambiato i gruppi” ?

  2. unbe
    Scritto da unbe

    Ma uniti un corno! I cittadini non la vogliono riaprire sta mostruosità! E poi gli ultimi dati Arpal confermano eccome che c’è stato un miglioramento della qualità dell’aria da quando è stata chiusa! Ma stiamo scherzando???