Politica

Savona, Sel critica i sindaci Pd: “Prima sostengono il Governo e poi si lamentano delle sue politiche locali”

Sinistra Ecologia Libertà Savona

Savona. “Sinistra Ecologia Libertà in questi giorni ha ascoltato il grido di dolore, allarme e denuncia lanciato da sindaci e amministratori locali, appartenenti all’area Pd, in merito ai rischi per le autonomie locali a causa del sistema di tassazione sperequativo fra i Comuni. Ma dov’erano questi primi cittadini e i loro partiti di riferimento quando il Parlamento legiferava leggi e decreti, frutto di scelte politiche strategiche che hanno portato a questo stato di cose sui territori?”. La critica arriva dalla Federazione provinciale di Sel inerente le recenti prese di posizione di alcuni amministratori locali circa le politiche del Governo sugli enti locali.

“Oggi lo Stato fa cassa sui Comuni grazie alle leggi finanziarie di questi ultimi anni, tutte proposte e promosse da Governi e approvate da Parlamenti sostenuti da Pd e, in alcuni casi, da Forza Italia – afferma Sel – Non è credibile che forze politiche e amministratori locali, fino a ieri in prima fila a sostenere i Governi di questi anni, diventino critici e oppositori dei medesimi governi, quando si trovano a gestire le ricadute delle scelte governative. Ci chiediamo se questo grido non serva, invece, a giustificare le manovre tributarie che i Comuni hanno approvato in questi giorni”.

“Riteniamo corresponsabili quelle forze politiche e quegli amministratori che, anche nel loro ruolo locale, hanno sostenuto, sostengono e si fanno sostenere da chi ha operato tali scelte – accusa la federazione provinciale – Risultano parecchio stonate le dichiarazioni di costernazione che arrivano ora al riguardo”.

“La gestione dei tributi, la loro riscossione, l’organizzazione complessiva può essere fattore di sviluppo del sistema fiscale comunale oppure, al contrario, zavorra che ne blocca il funzionamento e ne fa lievitare i costi – dichiara Sel – In questi anni abbiamo criticato certi percorsi e proposto in Parlamento e nelle piazze scelte politiche e indirizzi diversi. Anche per questi motivi non abbiamo sostenuto i Governi che si sono susseguiti e che hanno legiferato queste norme sbagliate”.

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