La delibera regionale sull’AIA Tirreno Power ai raggi x: la Giunta sposa la linea dell’azienda, ma chiede emissioni ancora più contenute

Tirreno Power operazione trasparenza

Vado L. La tutela della salute dei cittadini è una priorità e la Regione Liguria lo ha dimostrato con la delibera firmata ieri mattina in previsione del rinnovo dell’Autorizzazione integrata Ambientale per la centrale di Vado Ligure. Nel dare il “disco verde” al progetto presentato da Tirreno Power – ovvero quello di proseguire l’attività dell’impianto senza costruire un nuovo gruppo e adeguando quelli esistenti alle MTD – la Giunta Burlando non manca di rivedere le condizioni proposte dall’azienda.

La Regione, forse anche alla luce dei rigidi parametri imposti dal tribunale di Savona per il riavvio della centrale, nel documento ha ritoccato al ribasso i valori relativi alle emissioni. Nella delibera quindi la Regione, seppur “sposando” l’impostazione e il progetto proposti da Tirreno Power (quindi la scelta di arrivare ad un’adeguamento dell’impianto in due fasi di intervento) ha voluto imporre dei limiti massimi di emissione in riferimento a SO2, NOx, CO e polveri – calcolati sull’unità di misura mg/nmc – leggermente più bassi di quelli indicati nella richiesta di rinnovo dell’AIA presentata dal gestore della centrale al Ministero della Salute.

Nello specifico la Regione chiede a Tirreno Power di diminuire le emissioni, da subito, ovvero dalla prima fase, facendo in modo di allinearsi ai valori giornalieri imposti dai parametri delle MTD (le migliori tecnologie disponibili): nella sua proposta l’azienda (ed era stato proprio questo uno degli aspetti che aveva spinto il gip Giorgi a bocciare l’istanza di dissequestro dei gruppi a carbone di Vado) infatti proponeva di rispettare sì il parametro dei limiti emissivi (VLE) imposto dalle MTD, ma, almeno nella prima fase, calcolandolo sulla media mensile anziché giornaliera.

La delibera regionale invece indica come VLE, già dalla prima fase, il limite giornaliero indicato dalle MTD e, per la media mensile, un valore più basso. Nel dettaglio quindi nel documento della Regione si indicano questi valori: per l’SO2 il limite mensile è fissato a 180 mg/Nmc e quello giornaliero a 200, per il NOx il mensile a 180 e il giornaliero a 200, per le Polveri il mensile a 18 e il giornaliero a 20 e, infine, per il CO il mensile a 150 e il giornaliero a 165. Per la fase due invece i valori indicati sono: SO2 mensile 130 e giornaliero 150, NOx mensile 130 e giornaliero 150, Polveri mensile 13 e giornaliero 15, CO mensile 120 e giornaliero 130.

Numeri che, rispetto a quelli proposti da Tirreno Power, garantirebbero un ulteriore allineamento verso il parametro inferiore dei valori emissivi proposti dalle MTD. Rispetto alla proposta dell’azienda ci sarebbe una riduzione delle emissioni di SO2 e di NOx di 20mg/Nmc nella prima fase e nella seconda fase; per quanto riguarda le polveri l’abbattimento sarebbe invece di 2 mg/Nmc su base mensile in entrambe le fasi.

Nella delibera la Giunta Burlando ha anche “preso atto”, mettendolo quindi nero su bianco, il fatto che dal monitoraggio dell’aria, a seguito dal blocco degli impianti nel mese di marzo, non risulta alcuna variazione significativa sui dati di inquinamento nella zona di Vado e Quiliano. Nel documento inoltre restano, tra gli altri, gli obblighi per l’azienda di dover provvedere alla copertura del carbonile e dell’installazione del sistema di trattamento del Boro.

La palla adesso passa ai comuni di Vado e Quiliano e alla Provincia di Savona, che lunedì dovranno approvare la medesima delibera nelle rispettive giunte. La decisione, infatti, è quella di arrivare a Roma con quattro delibere di giunta “fotocopia” per dimostrare l’unità d’intenti del territorio.

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