Clima teso dopo la delibera regionale sull'AIA per Tirreno Power: la Minervini convocata in Procura - IVG.it
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Clima teso dopo la delibera regionale sull’AIA per Tirreno Power: la Minervini convocata in Procura

Totem Tirreno Power operazione trasparenza

Savona. Una partita che, giorno dopo giorno, assume una rilevanza sempre maggiore e si gioca su più fronti. Che la questione Tirreno Power fosse una di quelle più “calde” della Provincia (e non solo) era evidente, ma gli ultimi sviluppi della vicenda lo confermano. E’ notizia di oggi infatti che il Procuratore Francantonio Granero, alla luce della delibera approvata venerdì scorso dalla Giunta regionale, abbia convocato d’urgenza per domani mattina la dottoressa Gabriella Minervini, direttore generale del Dipartimento Ambiente della Regione Liguria, a palazzo di giustizia.

La Minervini, convocata come persona informata sui fatti, sarà chiamata a confrontarsi con i magistrati circa i contenuti della delibera regionale. Un documento con il quale la Regione, di fatto, ha sposato il progetto proposto da Tirreno Power seppur ritoccando al ribasso i valori delle emissioni autorizzate. I contenuti della delibera saranno anche esaminati da uno dei consulenti della Procura, il dottor Paolo Scarselli, che ha ricevuto d’urgenza l’incarico di dare un parere tecnico ai pm. Domani sul tavolo del Procuratore ci sarà quindi anche una scheda tecnica sui contenuti della delibera che, probabilmente, servirà per focalizzare su quali punti chiedere eventuali chiarimenti.

Il fatto che il direttore generale del dipartimento ambiente della Regione sia stato chiamato in Procura a fornire chiarimenti su un atto amministrativo che, di fatto, non ha ancora prodotto alcun effetto la dice lunga sulla delicatezza della questione: l’intervento, in questa fase, dei magistrati non è certamente né casuale né di routine. La scelta della Procura, potrebbe essere interpretata come se al sesto piano di palazzo di giustizia ci fosse il sospetto che una simile delibera possa portare ad autorizzare la prosecuzione di un reato. Se la centrale di Vado è stata sequestrata infatti è perché, secondo l’ipotesi del Procuratore Granero e del sostituto Paolucci, sulla base dei risultati delle consulenze tecniche, l’attività dell’impianto di Tirreno Power è dannosa per la salute dei cittadini.

Sempre questa mattina dal giudice Fiorenza Giorgi è arrivata la decisione sull’istanza presentata lo scorso 22 settembre dall’azienda: la richiesta è stata accolta parzialmente. Il giudice ha infatti autorizzato Tirreno Power a procedere con lo svuotamento del serbatoio dall’olio pesante e contenente zolfo e alla successiva bonifica, ma ha detto no all’intervento di modifica delle tubazioni che avrebbe consentito di farlo funzionare con un tipo di olio combustibile diverso. Su questo aspetto il gip è stato chiaro e tassativo: avendo bocciato la proposta dell’azienda di usare questo materiale per l’avviamento dei gruppi VL3 e VL4 non ha autorizzato nemmeno il lavoro in questione.

Nel suo dispositivo il giudice ha anche ricordato che, come scritto anche dal gruppo istruttore della commissione ministeriale che sta lavorando sul rinnovo dell’AIA lo scorso 18 settembre, la modalità per avviare i gruppi a carbone andrebbe fatta a metano e non con olio combustibile. Infine non manca da parte del gip una considerazione che “condanna” duramente il comportamento di Tirreno Power: “l’istanza è l’ennesimo tentativo di dribblare le prescrizioni e porre i contradditori davanti al fatto compiuto seguendo una linea di condotta che, fino al decreto di sequestro, si era rivelata vincente”.

Adesso non resta che attendere se, alla luce della convocazione della dottoressa Minervini in Procura, i comuni di Vado e Quiliano e la provincia daranno un parere favorevole sul rilascio della nuova AIA emettendo una delibera “fotocopia” rispetto alla Regione o se, a sorpresa, ci saranno delle improvvise frenate sulle deliberazioni.

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