Cronaca

In vendita le aree bruciate a Spotorno, Calvi categorico: “Nessuna chance che un giorno siano edificabili”

spotorno nuciara monte mao bosco risetta

Spotorno. “Non esiste alcuna possibilità di insediamenti edilizi in quell’area: rimarrà così com’è”. E’ categorico Gian Paolo Calvi, sindaco di Spotorno, nel commentare la scoperta di alcune inserzioni in rete che propongono l’acquisto delle alture sopra il paese per 7,5 milioni di euro.

Si tratta delle colline che si affacciano sulla costa, andate a fuoco nel triste incendio del 2006 in cui morì il 53enne Domenico Tarzia. Si tratta di aree una volta verdi, che ora stanno lentamente rinascendo dopo il rogo: “Una zona bellissima, che è un patrimonio di tutti – commenta Calvi – per questo, sia nel piano urbanistico attuale che in quello che stiamo predisponendo, e che verrà approvato a breve, quelle aree rimangono territori non insediabili”.

Ciò che rende quantomeno curiose le inserzioni online sono alcuni passaggi nel testo che sembrano suggerire possibili sviluppi edili per l’area: in tutti gli annunci si precisa che è “AD OGGI” (tutto maiuscolo) ad uso agricolo, si presenta la panoramicità dell’area, si esalta il dolce declivio verso il mare o la facilità di accesso. Una inserzione addirittura esordisce con “offro terreno edificabile”, senza possibilità di fraintendere. E anche la cifra, molto importante, fa pensare più a qualche magnate voglioso di investire che allo sfruttamento di boschi che stanno rinascendo ora.

L’idea di costruire su quelle pendici non è nuova: “Ci provò negli anni ’60 una società – racconta Calvi – che propose un villaggio collegato con la costa per mezzo di un ascensore o una teleferica”. Non se ne fece nulla, e da allora Monte Mao, Bosco Risetta e la Nuciara sono sempre rimaste aree verdi pressoché incontaminate. “E quella zona rimarrà bosco, posso garantirlo – insiste categorico Calvi – così è e così rimane”.

Quegli annunci sono quindi un fulmine a ciel sereno per il sindaco, che annuncia una segnalazione in procura per accertare l’esistenza di eventuali reati. A proporre il terreno in vendita sono due agenzie immobiliari, entrambe in provincia di Varese, mentre la proprietà, secondo Calvi, dovrebbe essere ancora della società che lo acquistò a metà del secolo scorso. “Ma in comune non è mai arrivata una richiesta sull’edificabilità di quelle aree, nessuna proposta, niente. Non abbiamo mai avuto sentore. Ritengo possa trattarsi di un tentativo di ‘colpo gobbo’, se non una vera e propria truffa, da parte di qualcuno che tenta di vendere l’area suggerendo possibilità future che non esistono”.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.