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Università, al via il Salone dell’Immatricolazione: il lavoro è la guida nelle scelte degli studenti

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Liguria. Orientarsi e scegliere nella maniera più giusta possibile. C’è chi è ancora indeciso, chi ha le idee chiare, chi ancora non sa se continuare gli studi ed è venuto qui per capirlo. L’Università di Genova apre alle nuove “leve” ed inaugura oggi, in via Balbi 5, il Salone dell’Immatricolazione.

Salone Immatricolazione Università Genova

“Quello che abbiamo realizzato in questi anni ha avuto una forte incidenza nella scelta degli studenti, quindi riproponiamo tutta l’offerta formativa nei vari stand, dove i ragazzi possono incontrare docenti, operatori e tutor – spiega Maria Carnasciali, delegato del Rettore per le attività di orientamento e i rapporti con il mondo della scuola – In più quest’anno abbiamo anche il comitato delle Pari Opportunità per dare un segnale dell’importanza del diritto di ciascuno”.

Spesso i ragazzi che arrivano al Salone non hanno ancora capito esattamente quale sia la loro strada. “Non tanto perché non abbiano idea di che cosa piaccia, ma più che altro di che cosa potranno trovare dopo 5 anni di studio, quindi l’interesse verte molto su quelle che saranno le prospettive di lavoro”, precisa.

L’anno scorso l’affluenza ha raggiunto la cifra di oltre 8 mila presenze. “Gli iscritti poi non coincidono perché molti studenti tornano più volte – prosegue la delegata – Il livello comunque è ancora alto e siamo molti contenti del fatto che l’ateneo genovese, pur risentendo della crisi, stia tenendo piuttosto bene”.

Guardando le iscrizioni dell’anno precedente, sono cresciuti gli studenti che hanno optato per le facoltà umanistiche. “L’aspetto umanistico è sempre quello che crea maggiore interesse, a parer mio anche perché spesso e volentieri gli insegnanti di queste facoltà hanno un rapporto completamente diverso nella scuola. Quindi o si ha un ‘amore’ per la materia scientifica oppure nella scuola si coltiva di più l’aspetto umanistico”.

Grande attenzione dell’università anche verso gli studenti stranieri, ad esempio quelli cinesi per cui esiste un programma ad hoc. “C’è il programma Marco Polo, ma l’attenzione è per tutti gli studenti stranieri, che poi però bisogna riuscire a seguire bene perché hanno difficoltà superiore nell’apprendimento per la mancata conoscenza della lingua, non solo l’italiano, ma spesso anche l’inglese – conclude Carnasciali –. Soprattutto i cinesi fanno sempre riferimento a testi del proprio paese e forse questa difficoltà li spinge spesso a preferire il mondo del lavoro”.

Da oggi le porte del Salone sono aperte e gli indecisi, ma non solo loro, avranno l’occasione di chiarirsi le idee e trovare risposte a tutte le domande.

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