Cronaca

Sparatoria a Pietra: gli arrestati lunedì dal gip, in Procura aperto un fascicolo per lesioni colpose

Daniele Bellapianta Leon Galeotti

Pietra L. E’ stato fissato per lunedì mattina l’interrogatorio di Daniele Bellapianta, 24 anni, e il Leon George Galeotti, 23 anni, i due giovani arrestati ieri a Pietra Ligure dopo una fuga iniziata a Borghetto, dove avevano rapinato il supermecato “Dico”, e culminata con un inseguimento, primo in auto e poi a piedi, ed una sparatoria sul lungomare della cittadina rivierasca. Ad interrogarli sarà il gip Donatella Aschero che dovrà decidere sulla convalida del fermo e sulla misura cautelare.

Bellapianta e Galeotti, disoccupato e con qualche precedente il primo, grafico ed incensurato il secondo, entrambi residenti nell’hinterland milanese, sono già stati ascoltati lungamente nel pomeriggio di ieri, nella caserma dei carabinieri di Albenga, dopo il fermo.

In quella circostanza, davanti ai militari ed al pm Chiara Maria Paolucci, non hanno potuto fare altro che ammettere le proprie responsabilità (secondo quanto trapelato uno dei due ragazzi in particolare è apparso molto pentito e preoccupato per quello che aveva fatto). Davanti agli inquirenti hanno spiegato di essere rimasti senza soldi, avendo speso gli ultimi giocando al casinò, e di aver quindi rapinato il supermercato per mettere insieme il denaro necessario a pagarsi gli ultimi giorni di lontano da casa.

Dal punto di vista investigativo, ovviamente, poco importa perché i due ragazzi abbiano deciso di assaltare il “Dico” di via Verdi a Borghetto, ma conta la gravità del loro gesto. Se dal punto di vista della rapina il cerchio si è chiuso (ormai è chiaro come siano andate le cose dal momento del colpo nel negozio alla fuga, in auto, verso Pietra Ligure e poi a piedi sul lungomare cittadino), lo stesso non si può dire ancora a proposito del ferimento del turista quarantenne, Corrado Manarin, di Nichelino (To), raggiunto da un proiettile vagante alla schiena.

Su questo incidente in Procura, come atto dovuto, è già stato aperto un fascicolo per lesioni colpose contro ignoti per accertare l’esatta dinamica del ferimento. E’ chiaro ormai che a sparare sia stata l’arma di un carabiniere visto che è stato appurato che la pistola usata da Bellapianta e Galeotti, ritrovata sul sedile della loro Audi A4, era giocattolo.

Adesso gli inquirenti, attraverso le perizie balistiche, dovranno capire come il proiettile abbia raggiunto il turista torinese. Per ora, dopo i rilievi della “scientifica” effetuati nelle ultime ore, non è stato ancora possibile dare risposte certe, ma una delle ipotesi avanzate è che Manarin sia stato colpito di rimbalzo, dopo che la pallottola aveva impattato altrove. Le conferme arriveranno soltanto una volta terminate le perizie tecniche.

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