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Savona, turista-eroe morto per salvare un bimbo che stava affogando: non ci sarà l’autopsia

Savona. Non ci sarà nessuna autopsia per la tragedia accaduta ieri in mare, davanti alla foce del Letimbro. Alla luce degli accertamenti svolti nel pomeriggio di ieri, il sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro ha infatti ritenuto di non disporre nessun esame medico legale per la vittima, Massimo Barlacchi. L’uomo, un turista fiorentino di 63 anni, ha perso la vita nel tentativo di salvare un bimbo di sette anni che stava rischiando di annegare.

Secondo quanto accertato, la morte di Barlacchi, che soffriva di problemi di cuore, è da attribuire ad un malore improvviso di natura cardiaca (è stata invece esclusa l’ipotesi dell’annegamento). Probabilmente lo sforzo al quale si è sottoposto, in mezzo ad onde alte ed una forte corrente, nel tentativo di raggiungere il bambino non gli ha lasciato scampo. A nulla infatti sono servite le manovre di rianimazione tentate per salvarlo: il turista ieri non ha più ripreso conoscenza.

Dopo un pomeriggio di lavoro da parte degli inquirenti per ricostruire quanto successo, questa mattina, dal pm è arrivato il nulla osta per il funerale dell’uomo. Gli accertamenti effettuati dalla Guardia Costiera e dalla polizia hanno permesso di chiarire le drammatiche fasi dell’incidente di ieri cominciato quando il bimbo di sette anni, che giocava in riva con i cuginetti, è stato travolto da un’onda e trascinato in mare. A quel punto il papà, che però non sa nuotare bene, si è buttato per soccorrerlo finendo per restare in balia delle onde con il figlio. Vedendo il piccolo in difficoltà Barlacchi, che invece era un nuotatore esperto, non ha esitato un attimo e si è buttato insieme al cognato nel tentativo di aiutarlo. Un gesto eroico che purtroppo gli è poi costato la vita.

Mentre il turista fiorentino veniva riportato, già privo di sensi, a riva dal cognato, il bagnino dei Sirena, Carlo Battista Aisoni, con l’aiuto di alcuni colleghi, Alessandro Basso dei Ligure e Hugo Poggi degli Olimpia, e della Guardia Costiera, riusciva a salvare il piccolo, il papà e gli altri bagnanti che si erano tuffati in loro soccorso. Fortunatamente per nessuno di loro, grosso spavento a parte, l’incidente ha avuto conseguenze gravi. Anche il giorno dopo questa tragedia resta la grande commozione per il gesto di grande altruismo compiuto da Massimo Barlacchi che non ha esitato a mettere in pericolo la sua vita per salvare quella di un bambino in difficoltà.

Commenti

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  1. Scritto da giba

    Ad onor di cronaca è intervenuto a nuoto Alessandro Basso,bagnino dei Ligure, che è stato quello che ha tenuto a galla il bambino fino all’arrivo del moscone con a bordo il bagnino dei bagni Sirena, Aisoni , e il titolare dei Bagni Ligure. Mi dispiace per la cooperativa “il trespolo” ma Hugo Poggi non si è neanche bagnato i piedi se non per tirare fuori il moscone dal mare!!
    Per tutto ringraziamento, Alessandro Basso, 22 anni, ricoverato stremato in ospedale per aver nuotato per mezz’ora con una mano sola per tenere a galla il piccolo, non ha ricevuto neanche una stretta di mano dai familiari del bambino, uno dei quali ricoverato anch’egli a due metri di distanza!!!!!