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Folla commossa per l’addio al turista-eroe morto per salvare un bimbo: “Massimo ha fatto qualcosa di grande” foto

Savona. “Massimo è morto per salvare una persona, come Gesù ha salvato tutti con la sua morte”. Così, durante l’omelia, Don Domenico Venturetti ha voluto raccontare la grandezza del gesto compiuto da Massimo Barlacchi, il turista-eroe fiorentino di 63 anni che ha perso la vita lunedì nel tentativo di salvare un bimbo marocchino di sette anni che rischiava di annegare.

funerale Massimo Barlacchi

Questa mattina, nella chiesa di San Bernardo in Valle, è stato dato l’ultimo saluto a Massimo in una funzione officiata appunto da Don Domenico che, oltre ad essere rettore del Santuario e parroco di San Bernardo, è anche il cognato della vittima. “Siamo qui in una situazione che non era prevedibile: il motivo per cui ci siamo radunati è dare l’ultimo saluto a nostro fratello Massimo” ha detto il sacerdote, visibilmente commosso e addolorato.

“Prima del funerale una persona mi diceva ‘non so cosa dire’. L’unica cosa che possiamo fare è una preghiera: siamo tutti smarriti, a partire dai familiari. Siamo smarriti e non sappiamo che dire e allora l’unica soluzione è mettersi nelle mani del Signore perché lui, buono e misericordioso, ci accolga. Avrete letto sui giornali tante dichiarazioni, tante cose. Io credo che Massimo, mio cognato, abbia voluto vivere la sua vita in modo normale, ma anche una vita normale può essere impreziosita da qualcosa di grande” ha detto Don Domenico.

Parlando del gesto di eroismo e altruismo di Massimo Barlacchi il sacerdote ha spiegato: “Si tratta di rispondere all’umanità che c’è in noi, all’educazione ricevuta. Il suo è un esempio grande perché a volte capita di non avere coraggio: lui ha dimostrato che anche una persona piccola ed umile sa compiere gesti grandi. Dobbiamo ringraziarti per la testimonianza che ci hai dato, che è l’unica cosa che ci consola in questo momento”.

“La Chiesa ci chiama tutte le domeniche, anche se magari noi non ci andiamo perché non ne abbiamo compreso la portata: la Messa è Gesù che si dona per noi. E questi gesti, che non sono occasionali, hanno un’origine. Con la sua morte Massimo ha tentato di salvare una persona; Gesù con la sua morte ha salvato tutti. A Natale chiamiamo Gesù il Salvatore e, se non fosse per lui, ora per Massimo non ci sarebbe più nulla. Invece Gesù ci ha dato un salvagente a cui aggrapparci. Gesù ha preferito che qualcun altro vivesse al posto suo e Massimo queste cose le sentiva, sono gesti grandi” ha concluso Don Domenico che ha ringraziato anche i soccorsi.

Al termine del funerale, al quale hanno partecipato una sessantina di persone, il feretro ha proseguito il viaggio verso Firenze dove Massimo Barlacchi era residente con la famiglia. Tra i fiori fatti recapitare in chiesa anche quelli inviati dal bimbo marocchino per il quale il turista ha sacrificato la vita.

Commenti

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  1. pepper71
    Scritto da pepper71

    Sono le persone come Massimo che mantengono un barlume di umanità in questo mondo e gesti come questo dovrebbero essere messi in rilievo su tutti i media, sono invece le persone ignoranti come quelle che hanno permesso ad un bambino di fare il bagno in condizioni non idonee che devono averlo sulla coscienza…

  2. Scritto da Pinuccia

    Che bella persona deve essere stata anche in vita per essere stato così spontaneamente umano e generoso!