Cronaca

Aree bruciate a Spotorno in vendita come edificabili, parla l’agenzia: “Errore materiale, il caso non esiste”

Spotorno. Un semplice errore materiale da parte di chi ha inserito l’annuncio sul web. Spiega così, l’agenzia immobiliare di Varese che cura la trattativa, la scoperta di alcune inserzioni sui maggiori portali immobiliari online nelle quali le aree sulle alture di Spotorno bruciate nel terribile incendio del settembre 2006 vengono proposte ad un prezzo di 7 milioni e mezzo di euro.

A far scoppiare il “caso” il fatto che, in quegli annunci, l’area fosse definita “AD OGGI” ad uso agricolo, con quel maiuscolo che, ad alcuni, faceva presagire scenari diversi per il futuro. Un sospetto incentivato anche dal prezzo nonché dal fatto che, in una inserzione, il testo iniziasse addirittura con “offro terreno edificabile” e che più in generale, nei portali in cui i terreni sono divisi tra agricoli e residenziali, l’area venisse proposta solitamente nella seconda sezione.

Il caso, però, non esiste, spiegano dall’agenzia Studio di Case di Bodio Lomnago (VA). “Si tratta di un semplice errore da parte di chi ha fisicamente inserito gli annunci – spiegano – e la frase riferita all’edificabilità è già stata rimossa”. Mentre l’inserimento nelle categorie “residenziali”, invece, potrebbe derivare da un problema del gestionale che inserisce in automatico gli annunci sui portali.

Gli intermediari difendono anche quel “AD OGGI” che aveva fatto nascere i primi dubbi: “L’inserzione riporta correttamente che l’area è ad oggi agricola, e come tale viene venduta. Di eventuali sviluppi futuri ovviamente non siamo a conoscenza”. Il destino di quelle aree in ogni caso non sarà quello di ospitare nuovi palazzi: su questo il sindaco Calvi è stato categorico. L’agenzia conferma: “Anche con noi sono stati fermi, parleremo con il comune di Spotorno per capire cosa si potrà fare in quelle aree per recuperarle”.

C’è anche un po’ di disappunto per il clamore che la vicenda ha suscitato: “Si monta un caso sul nulla, bastava andare in comune per vedere che si tratta di aree non edificabili. Questa polemica è un po’ infantile; e la proprietà ci è rimasta male per le esternazioni del sindaco, che ha addirittura supposto ‘un tentativo di colpo gobbo, se non una truffa’. Nulla di tutto ciò, l’annuncio è cristallino”.

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