Problemi per la Radioterapia del San Paolo. Ciangherotti e Perrone: “La Regione intervenga”

radioterapia

Anche da Albenga si solleva la protesta per i problemi al servizio di Radioterapia dell’ospedale San Paolo di Savona per i malati oncologici. Una novantina i pazienti trattati ogni giorno. Ma i guasti tecnici sono spesso all’ordine del giorno, con slittamenti di sedute e ritardi nella terapia. Una situazione che coinvolge anche molti pazienti albenganesi che si devono recare al nosocomio savonese per il trattamento radioterapico.

“Il difetto di manutenzione di un macchinario oramai vetusto mette in agitazione tanti pazienti che, in molti casi, hanno subito un intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore” affermano Eraldo Ciangherotti e Ginetta Perrona, che hanno raccolto la testimonianza della figlia di una donna malata di tumore.

“Mia mamma – ci ha confidata la signora albenganese – è stata operata al seno, fortunatamente non deve sottoporsi alla chemioterapia, deve fare soltanto un ciclo di radioterapia programmate per 5 volte alla settimana per un totale di 30 sedute. Già vive in uno stato psicologico di allerta e apprensione, con cui, come è risaputo, dovrà convivere per parecchi anni, nel cosiddetto periodo finestra. Ha iniziato il trattamento da poche settimane ed è già capitato, cinque-sei volte, che il macchinario non funzionasse. Risultato, siamo stati costretti diversi giorni ad interrompere le cure, dopo essere stati contattati al telefono per rimandare la seduta per motivi tecnici. Il reparto della radioterapia dell’ospedale San Paolo di Savona, tra l’altro funziona bene, il personale sanitario è attento e sensibile ai nostri bisogni, l’organizzazione amministrativa fa il possibile per ridurre il nostro disagio ma serve un macchinario alternativo per far fronte alle emergenze di mancato funzionamento”.

“Abbiamo raccolto informazioni sulla situazione in reparto – aggiungono Ciangherotti e Perrone -. Due macchinari per la radioterapia oramai da rottamare, anzi pronti ad essere sostituiti a seguito di una gara pubblica per l’acquisto dei due nuovi modelli più moderni, prezzo 4 milioni di euro, gara già conclusa lo scorso dicembre e non ancora aggiudicata per un ricorso al Tar e in Consiglio di stato proposto dalla ditta rimasta esclusa. E nel frattempo, nella provincia di Savona, oggi c’è il forte rischio di rimanere a piedi, a questo punto con un solo macchinario funzionante di radioterapia e con una lista di attesa infinita destinata ad allungarsi per pazienti oncologici che lottano tra la vita e la morte per cercare di prevenire delle recidive. Ecco i veri problemi della sanità savonese”.

“Altro che discussioni sull’ospedale unico strumentalizzate ad hoc dal partito Democratico savonese per aprire la prossima campagna elettorale delle regionali. Facciamo appello all’intero Consiglio regionale, perché l’assessore alla sanità Claudio Montaldo trovi una soluzione efficace ed immediata nell’esclusivo interesse dei pazienti. Chi combatte la battaglia contro un tumore, non può avere tra gli avversari anche le istituzioni” concludono.

“Abbiamo deciso di presentare un’interrogazione urgente sul servizio, anzi sui disservizi, di Radioterapia dell’Ospedale San Paolo di Savona che funziona a singhiozzo”. Lo fanno sapere i consiglieri regionali di Forza Italia Matteo Rosso, vice presidente della Commissione sanità della Regione, e Marco Melgrati, Capogruppo di Forza Italia che spiegano: “ stiamo parlando di un’apparecchiatura indispensabile soprattutto per i malati oncologici che devono sottoporsi con regolarità a questo tipo di trattamenti. Spesso però capita che non lo possano fare perché il macchinario, oramai molto vecchio che necessita di costanti manutenzioni, spesso è guasto”.

Continuano i due consiglieri regionali: “di fronte a questo fatto molto grave è quindi indispensabile che la Regione faccia qualcosa. Sappiamo che i lavori per l’installazione di due nuovi macchinari di radioterapia sono fermi dal dicembre del 2013 a causa di un ricorso al Tar ed al Consiglio di Stato. Non possiamo però pensare che i cittadini non possano sottoporsi alle cure necessarie per la loro vita a causa di disguidi dei quali, correttamente, non si può pensare i pazienti ne facciano le spese. L’Asl 2 e la Regione Liguria si devono mettere nelle condizioni di fare in modo che il servizio venga garantito, ad ogni costo”.

“Con il nostro documento chiediamo a Montaldo di intervenire in qualche modo, anche perché da quanto emerge a Savona viste le polemiche di questi giorni sull’ospedale unico, crediamo che sia corretto gettare un po’ di acqua sul fuoco. Le preoccupazioni infatti sono tante da parte dei cittadini, già fortemente angosciati da una situazione che non è delle migliori con servizi sanitari che vengono tagliati per via di decisioni sempre più lontane dalle esigenze dei pazienti, e disservizi associati a strampalate ipotesi futuristiche sulla sanità savonese che non fanno certo il bene di un territorio già in lotta, vedi la raccolta di firme per la riapertura h24 dell’Emodinamica del Santa Corona, contro un depotenziamento del servizio sanitario locale che non lascia presagire cose buone. Il tutto sommato a liste d’attesa sempre più lunghe e a i gravi episodi di questi ultimi mesi che hanno visto assurgere il territorio di Savona alle cronache nazionali per casi di malasanità sono un campanello d’allarme che deve assolutamente essere ascoltato”, concludono Roso e Melgrati.

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