Cronaca

Operazione “Hot Velox”, Saroldi torna in libertà: revocati i domiciliari

Spotorno. Andrea Saroldi è tornato in libertà. All’ex comandante dei vigili di Spotorno, coinvolto nell’inchiesta “Hot Velox”, è stata infatti concessa la revoca degli arresti domiciliari. Il provvedimento è scattato nei giorni scorsi dopo che giovedì scorso Saroldi era stato interrogato dal pm Daniela Pischetola davanti al quale aveva manifestato l’intenzione di patteggiare.

Saroldi era rimasto coinvolto nell’inchiesta sul presunto giro di mazzette legate agli appalti dei lavori di manutenzione della segnaletica stradale e il noleggio di autovelox. Davanri al magistrato l’ex comandante dei vigili aveva fatto qualche ammissione, relativamente all’accusa di concussione per le mazzette ricevute (come testimoniano i filmati delle intercettazioni ambientali) dal titolare della cooperativa sociale “Arcadia” Germano Damonte, ma aveva respinto quella di corruzione per i soldi versati dal collega e comandante della Municipale di Podenzana (in provincia di Massa Carrara) Claudio Ghizzoni. Somme che, si sarebbe giustificato Saroldi, gli sono state versate per saldare alcuni debiti di gioco.

Saroldi, difeso dall’avvocato Gandolfo, deve rispondere di concussione per costrizione, corruzione in atto contrario al proprio dovere, calunnia, rivelazione di segreti d’ufficio, falso (per una multa cancellata) e truffa. L’arresto del comandante della Municipale aveva preso le mosse dalla denuncia presentata nel luglio 2013 da Germano Damonte, della cooperativa sociale “Arcadia”, che ha in appalto la gestione delle spiagge libere attrezzate e la manutenzione della segnaletica stradale per il comune di Spotorno.

Dopo aver ascoltato il suo racconto gli inquirenti aveva deciso di procedere con delle intercettazioni ambientali, telefoniche e video. Un’attività investigativa che era servita, secondo gli inquirenti, a raccogliere le prove delle condotte illecite di Saroldi che avrebbe ricevuto mazzette dall?Arcadia, a partire dal 2011, per 24 mila euro in cambio degli appalti per i lavori di manutenzione della segnaletica stradale. Da quel momento in poi le richieste di soldi si sarebbero succedute una dopo l’altra. Proprio grazie alle intercettazioni, gli investigatori si erano imbattuti nel secondo filone di indagine, quello relativo alla corruzione e che coinvolge Ghizzoni, nonché titolare della Igea Srl, ditta che fornisce autovelox.

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