Economia

“Ci siamo rotti le palle day”: gli Autonomi di Polizia protestano contro i tagli imposti dal Governo

Polizia

Savona. Oggi, venerdì 25 luglio, dalle ore 10 alle 12, gli Autonomi di Polizia effettueranno un volantinaggio davanti alla Prefettura di Savona in segno di protesta contro i tagli imposti dal Governo all’intero Comparto Sicurezza.

Alcuni attivisti del sindacato spiegheranno le ragioni della protesta, chiamata con un eloquente “Ci siamo rotti le palle day”.

“La musica si ripete – dicono gli esponenti dell’Adp -: il comparto sicurezza, già ampiamente bistrattato, continua a essere bersaglio di una politica sorda alle esigenze delle forze dell’ordine. L’ultimo contratto di lavoro risale, com’è noto, a ben cinque anni fa, avendo il governo Monti imposto per tre anni il blocco di qualsiasi aumento automatico”.

“La spending review – proseguono – fa chiudere uffici di polizia e assottigliare le aspettative dei cittadini dinanzi ad esigenze di sicurezza sempre più accresciute, nonché sobbarcare gli operatori a fare anche i pendolari. Come se ciò non bastasse, il governo Renzi e il ministro dell’Interno Alfano hanno assunto posizioni ulteriormente penalizzanti, tant’è che si annuncia il blocco degli aumenti ancora per altri anni”.

“Mentre si continua a spendere l’astronomica cifra di oltre trecentomila euro al giorno per l’operazione Mare Nostrum – affermano -, il governo ha pensato anche di attingere ai fondi del comparto sicurezza già destinati alla progressione in carriera del personale, per dar vita a una sorta di elemosina nazionale, i famosi ottanta euro preelettorali destinati a una fascia di impiegati. Lo sforzo del governo di aiutare chi ha bisogno è apprezzabile, ma è scandaloso che lo si faccia a discapito di chi ancora una volta si vede negati diritti già maturati”.

“Anche i poliziotti – spiegano i portavoce dell’Adp – cercano di comprare casa, pagano mutuo od affitto, mandano i figli a scuola e sono per di più soggetti a rigide norme di comportamento che li espongono a sanzioni disciplinari per aver contratto debiti senza poterli poi onorare”.

“Rivendicando il rispetto delle regole e degli accordi – sottolineano -, un rapporto Stato-dipendenti non unilaterale, con lo stravolgimento sistematico di tutte le regole a vantaggio di una sola parte, ‘Ci siamo rotte le palle day’ vuole essere per noi un momento di manifestazione per tentare di scuotere le coscienze dei politici, molti dei quali in lungo e in largo hanno saccheggiato l’Italia”.

“Proclamando lo stato di agitazione, manifesteremo perciò pacificamente davanti alle sedi delle Prefetture, per far capire come sia fondamentale, necessario, indispensabile mantenere sana ed integra quella parte di lavoratori che – concludono -, col proprio sacrificio, producono benefici in termini di sicurezza per tutti i cittadini”.

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