Tirreno Power, la centrale non influisce sulla qualità dell'aria: ecco i nuovi dati - IVG.it

Tirreno Power, la centrale non influisce sulla qualità dell’aria: ecco i nuovi dati

Vado L. Ancora una volta i dati delle centraline dell’Arpal, nel raffronto tra l’11 marzo e l’11 giugno 2013 con lo stesso periodo del 2014, a centrale spenta, dimostrano che la qualità dell’aria nel comprensorio vadese non ha una diretta conseguenza con le attività industriali di Tirreno Power. Le differenze delle rilevazioni sono pressoché nulle, considerato che l’arco temporale di tre mesi è esente da situazioni metereologiche particolari o altre situazioni tali da inficiare i dati e la loro elaborazione.

Il dato relativo all’SO2 (anidride solforosa), che secondo la Procura della Repubblica di Savona è caratteristico dell’emissione della centrale elettrica, tanto da essere usato come elemento per stabilire le aree di ricaduta degli agenti inquinanti. Il limite di legge fissa la media giornaliera a 125 µg/m3. Secondo quanto registrato dalle centraline la concentrazione massima è stata rilevata a Quiliano nel 2013, con un valore di 20 µg/m3 e a Vado sempre nel 2013 con un valore poco sopra i 10 µg/m3 (grafico 1).

Per il PM10, le cosiddette polveri sottili, il valore limite sulla media annuale è pari a 40 microgrammi per metro cubo, mentre il valore limite sulla media giornaliera è pari a 50 microgrammi per metro cubo, da non superare più di 35 volte per anno. In questo caso con la centrale attiva lo sforamento dei 40 microgrammi si è registrata una sola volta (a Vado tra il 30 aprile e il 3 maggio 2013), mentre con la centrale spenta tre volte si è superato il dato dei 50 microgrammi (a Vado e Quiliano tra il 19 ed il 22 marzo 2014) ed altre quattro volte si è andati oltre i 40 microgrammi (grafico 2).

Infine per il PM2,5 (derivato del PM 10), ovvero il particolato, materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche, la legge dal 2015 prevede che non si possa superare una media annuale di 25 μg/m3. Anche in questo caso i valori più elevati si hanno nel periodo di spegnimento della centrale, con picchi tra Vado e Quiliano oltre i 30 μg/m3 tra il 13 e 22 marzo (grafico 3).

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