Cronaca

Rissa tra ecuadoriani a Savona, la lite scoppiata per motivi razziali: patteggiano in quattro

Savona Tribunale

Savona. Si è chiuso con quattro patteggiamenti il processo per la rissa che la notte scorsa ha coinvolto altrettanti cittadini ecuadoriani, due donne e due uomini, tutti quarantenni. Questa mattina sono stati giudicati per direttissima in tribunale e tre di loro, visti i precedenti specifici, hanno patteggiato nove mesi di reclusione, mentre il quarto sei. Per tutti il giudice ha disposto, almeno per ora, la custodia cautelare in carcere: i difensori (gli avvocati Gian Maria Gandolfo, Simona Poggi e Cristina Zeppa), hanno già annunciato che presenteranno le istanze di attenuazione della misura.

Durante l’udienza di convalida sono emersi alcuni dettagli in più sulle cause della rissa scoppiata ieri sera, che non è la prima ad essere scoppiata tra questo gruppo di connazionali. Già nel 2005 e nel 2012 si erano verificati episodi simili che sarebbero da attribuire a liti di carattere razziale: due degli imputati infatti sono di colore, mentre gli altri due no. E proprio questa differenza sarebbe stata oggetto di insulti e frasi denigratorie da parte di questi ultimi. Quanto basta affinché, in pochi minuti, dalle parole si possa passare ai fatti.

Così è stato anche ieri sera quando i due gruppi si sono ritrovati in un locale della zona Prolungamento dove si suonava musica latina. Una delle due donne, probabilmente a causa di qualche bicchiere di troppo, ha provocato la connazionale in difesa della quale è intervenuto il cognato. A quel punto anche un amico dell’altra donna si è messo in mezzo scatenando la rissa vera e propria. Per placare gli animi è stata allertata la polizia, ma all’arrivo degli agenti i quattro erano già stati trasportati al pronto soccorso di Savona per essere medicati. Non è bastato il fatto di trovarsi in ospedale però per placare gli animi: all’arrivo dei poliziotti al San Paolo le ostilità tra gli ecuadoriani erano riprese e per riportare la calma sono dovuti intervenire anche i carabinieri.

Per tutti sono scattate immediate le manette e, a tre di loro, è stata contestata anche l’accusa di lesioni a pubblico ufficiale. Per una delle donne infine è arrivata anche una segnalazione per porto abusivo di coltello.

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