Cronaca

Violenza sessuale a Vada Sabatia, Alessandro Sola nega ogni accusa

Savona. Un interrogatorio durato un’ora e un quarto, nel quale Alessandro Sola, il 36enne di Quiliano arrestato la scorsa settimana con l’accusa di aver abusato sessualmente di una paziente minorata psichica, ha respinto con forza ogni addebito.

Del contenuto dell’interrogatorio trapela ben poco: l’unica certezza è quella che Sola ha negato decisamente di aver abusato della paziente, ed in particolare di essere stato sorpreso da un collega nell’atto di ricevere un rapporto orale. Probabile poi che il gip Fiorenza Giorgi abbia posto anche domande mirate su tutto il resto dell’inchiesta, destinata a salire ai “piani alti”: nell’occhio del ciclone ci sono sempre più i vertici dell’azienda, che secondo gli inquirenti sarebbero colpevoli quantomeno di palesi omissioni. Al termine dell’interrogatorio il difensore dell’operatore ha presentato un’istanza per ottenere i domiciliari sulla quale il giudice si è riservato.

Gli accertamenti degli investigatori avrebbero infatti ricostruito che la direzione di Vada Sabatia conosceva benissimo le accuse (siano esse provate o meno) mosse contro l’operatore da una collega. Un episodio del quale due responsabili medici erano stati informati e che aveva portato in un primo momento a sospendere l’operatore dai turni e poi, dopo una riunione alla quale avevano partecipato tre responsabili amministrativi e sanitari della Rsa, a far partire un rimprovero “perché la voce era uscita”. A quel punto, sempre secondo la ricostruzione fatta dal gip sulla base degli elementi raccolti dagli inquirenti, i vertici della struttura “dissero che c’era da tutelare la paziente e anche l’operatore, innocente fino a prova contraria”. Di qui la decisione di “allontanare” Sola dalla Rsa senza però denunciare in altro modo quanto successo.

Se tutte le accuse venute alla luce nelle scorse settimane sembravano già gravissime, poi, l’ultimo dettaglio che emerge non può che lasciare sgomenti: la paziente psichicamente minorata vittima degli abusi a sfondo sessuale assumeva la pillola anticoncezionale. Un farmaco che le veniva somministrato senza che il tutore della ragazza, che è interdetta dal 2005, lo sapesse. Sul perché una simile terapia fosse stata adottata per una paziente disabile sta ora cercando di fare luce la magistratura, ma le ipotesi avanzate dagli inquirenti possono solo far rabbrividire.

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