Segesta manda a casa 26 lavoratori: la rabbia dei sindacati, lo sfogo di un lavoratore - IVG.it
Cronaca

Segesta manda a casa 26 lavoratori: la rabbia dei sindacati, lo sfogo di un lavoratore

Vado L. “Noi per primi interinali volevamo raggiungere i famosi 24 mesi, per primi avremmo voluto fare il corso di riqualifica. Innanzitutto perché si aveva la possibilità di essere assunti, poi per migliorare la propria posizione professionale. Il mio sfogo è per tutti gli enti preposti e dirigenziali cui poco interessa il futuro dei pazienti e operatori che sconteranno gli effetti di tutto l’accaduto, ora si dovrebbero guardare allora tutte le strutture nazionali, tutti gli ausiliarie la dove ce ne è uno far chiudere per irregolarità. La gente cosa si pensa che siamo tutti assassini? Allora scagli la prima pietra chi nel proprio campo non ci sia stato un evento di abuso, di qualsiasi forma, mobbing, minacce, offese, furti e lesioni”.

Queste le parole di un lavoratore precario di Segesta – un anonimo nuovo disoccupato si è definito -, l’azienda che gestisce la struttura di Vada Sabatia a Vado Ligure finito al centro di inchieste e indagini giudiziarie per maltrattamenti, abusi e violenze sui pazienti disabili. Oggi Segesta ha messo in mobilità 70 addetti: tra questi ci sono 26 lavoratori non provvisti di qualifica da operatore socio-sanitario e per i quali è stata avviata una sospensione immediata.

“Un lavoro difficile credetemi, che non tutti farebbero, la dove c’è chi lo fa solo per un se pur misero stipendio, parliamo dai 900 ai massimo 1100 euro al mese con un carico di ore non da poco. Cosa mi porta questo sconforto? A vedere le porte chiuse, a non sapere come fare per mantenermi, le notti sono insonni ormai, l’umore pessimo…” aggiunge il lavoratore.

“Le belle parole favolistiche per alcuni di noi sono già crollate, ora i sindacati e la regione le ha concentrate per i dipendenti, parlo da singola persona, ammettendo pubblicamente che se avessi figli ad un certo punto commetterei illecito per loro, invece mi tocca accantonare il desiderio che avevo nel avere una famiglia e una semplice vita”.

Intanto nel tardo pomeriggio è arrivata la presa di posizione delle organizzazioni sindacali di categoria: “Un’iniziativa gravissima da parte dell’azienda, messa in atto in una fase molto delicata per le prospettive della struttura e che danneggia proprio quei lavoratori che, pur in una situazione di grande confusione e precarietà, hanno garantito tra mille difficoltà la continuità dell’assistenza”.

Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uilfpl di Savona hanno diffidato Segesta Gestioni dal compiere atti unilaterali in attesa del confronto previsto dalla legge e dell’approfondimento con le istituzioni già convocato per il giorno 3 giugno
presso la Prefettura di Savona. I sindacati si riservano, in caso contrario, di intraprendere le vie più idonee per tutelare i lavoratori.

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