Savona calcio, Simone Aresti festeggia la maglia numero 100: "Oggi non ho vinto io, ha vinto un gruppo fantastico" - IVG.it
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Savona calcio, Simone Aresti festeggia la maglia numero 100: “Oggi non ho vinto io, ha vinto un gruppo fantastico”

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Vicenza. Poteva essere il giorno dell’addio per Simone Aresti. L’ultima partita, la centesima di una storia che sarebbe stata, comunque, eccezionale.

E, invece, il portierone, prima di prendere il volo per Verona in direzione Chievo, vuole ancora lasciare il segno a Savona rinviando la partenza e l’addio.

I tifosi, all’annuncio del passaggio al Chievo, hanno gioito nonostante la partenza del numero uno sardo sarà difficilmente sostituibile.

La gioia per un traguardo, la serie A, meritata per un ragazzo arrivato sotto la “Torretta” con la voglia di rifarsi dopo una serie di sventure e che, a fine anno, andrà via con le stimmate del campione.

Parare tre rigori non è impresa semplice per nessuno. Aresti non aveva, prima di oggi, la fama di pararigori.

Sicuramente aveva la fama di un giocatore fondamentale per il gruppo. E la conferma arriva dal post che il giocatore ha lasciato sul suo profilo facebook: “Ci tenevo tanto a questa partita, era la 100 presenza con questa maglia, obiettivo che mi ero imposto a inizio anno, raggiunta oggi e festeggiata nel migliore dei modi.

Oggi il Savona non ha vinto grazie ad Aresti ma grazie a un gruppo fantastico che è andato a Vicenza e ha messo sotto una squadra di serie b, concedendogli un solo tiro in porta!

Sono io che devo ringraziare i miei compagni, per il cuore che ci mettono in campo per il sangue che sputano ogni allenamento, per l’attaccamento che hanno verso questa maglia e perché mi fanno sentire importante ogni giorno! Vi lascio con la profezia di Ninni di sabato ..PAZZESCO …il sogno continua ….”.

In sala stampa, il portiere aveva dichiarato ai microfoni del sito ufficiale della società: ““Sui rigori ovviamente mi sono allenato. Ci ho pensato fino a domenica mattina, chiedendo consiglio a Virdis e a Cocco, l’ ex Albinoleffe ora in Portogallo, perché mi facessero capire la psicologia dell’attaccante nel calciarli.

La centesima presenza? Meglio di così non potevo immaginarla. Era una gioia che volevo assolutamente dedicare ai nostri tifosi, che sono sempre stati splendidi. Il futuro? A questo punto vogliamo andare in serie B”.

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